giovedì 27 novembre 2014

LA STRATEGIA DEL CANE POLIZIOTTO
NEL DUBBIO, ABBAIA !

Illustrazione in scala 1:87 realizzata da Gian-Carlo Evangelisti



Quante occasioni perse.. in questo mondo..



soprattutto, fortunatamente, per un esercito di spacciatori i quali ogni anno vengono passati per l'ufficio di fotosegnalazione di questo o quell'altro comando di polizia......
Ció avviene spessissimo grazie al fiuto infallibile del simpatico "commissario REX", piú comunemente noto come CANE POLIZIOTTO.

Il suo fiuto, notoriamente, é sensibilissimo, ed opportunamente addestrato, egli é in grado di scovare qualsiasi sostanza in ambienti anche avversi.

Ma cosa ha a che fare il cane poliziotto con la strategia e soprattutto.. che cosa centra con la nostra vita quotidiana? (almeno che non rientriamo nelle categorie da lui "minacciate")

C'entra .. eccome...

Infatti, il cane poliziotto ha una cosa fondamentale da insegnarci: NON PENSARE.

Troppo spesso ci lasciamo scappare un'occasione florida, solamente perché, pur riconoscendo il momento come inequivocabilmente GIUSTO, intervengono pensieri, preoccupazioni, dubbi...... i quali inevitabilmente ci conducono al fallimento.

Il cane poliziotto non conosce dubbi od incertezze. Quando sente l'odore a lui "familiare", egli abbaia. Non importa se chi ha davanti sembra simpatico, é una vecchietta sordomuta in sedia a rotelle oppure un bambino in carrozzina. Niente da fare. Quando sente QUELL'odore, il cane poliziotto abbaia.

Se poi il tutto si rivela un falso allarme, pace... Il suo conduttore saprá scusarsi per l'inconveniente.

Ed é cosí, proprio cosí che il cane poliziotto non ne manca nemmeno uno di spacciatore, quando gli capita ... a fiuto.

Noi, nella vita quotidiana, incontriamo costantemente situazioni nelle quali SAPPIAMO quale sarebbe la cosa giusta da fare, ma a causa del nostro evolutivamente incompleto sistema di ragionamento, mischiato ad emozioni piú o meno primordiali inadeguate generate dallo stesso, esitiamo, tentenniamo... insomma... PERDIAMO L'OCCASIONE.

Va detto quindi che quando un primo, rapido ragionamento desidera farci eseguire una determinata azione, non serve a nulla esitare e scervellarsi. 

Se la situazione non rientra tra quelle in cui sbagliare rappresenta un rischio estremo...... ABBAIATE ! ....Agite senza esitare.

Ci sará sempre tempo, successivamente, di scusarsi, correggere il tiro, ritirare umilmente affermazioni fatte, purché il tutto sia avvenuto in buona fede.

Ragionare troppo (come anche NON RAGIONARE AFFATTO, sia ben inteso) significa inevitabilmente : 

PERDERE LE OCCASIONI MIGLIORI

Sappiate regolarvi...

 

venerdì 14 novembre 2014

CONTROSPIONAGGIO
 COME SCOVARE LA SPIA CHE HAI DAVANTI
 

Illustrazione in 1:87 di Gian-Carlo Evangelisti


Dai tempi movimentati della guerra fredda ed a dire il vero anche da prima, lo spionaggio ha assunto un volto mitico.

Rappresentato in maniera affascinante e  nostalgica dal cinema, esso suscita nelle persone una strana sensazione di creativitá e furbizia, di gusto dell'inganno e di comoda sicurezza mentre un altro non sa di essere spiato proprio da noi stessi. L'insieme di tutte queste emozioni, "ben mischiate, e non shakerate......." rappresentano probabilmente il motivo per il quale la gente va pazza per i film di James Bond.

Va a questo punto ricordato che in strategia lo spionaggio rappresenta un arma fondamentale, ed allo stesso tempo un nemico assurdamente difficile da combattere.
Chi si occupa di intelligence deve, psiche o religione permettendo, riuscire a staccarsi dal principo del "non fare ad altri  ció che non vuoi venga fatto a te".
 
Egli infatti fa la spia ed allo stesso tempo combatte le spie.
 
Fatto sta che nessuno al mondo puó evitare di fare la spia o, soprattutto, di essere spiati.
Nella vita quotidiana (lo spionaggio internazionale o politico qui non c'entra) ci troviamo spesso di fronte a situazioni in cui veniamo spiati da altri "partecipanti al gioco". In queste situazioni sono richieste le noste doti di "controspionaggio".
 
Un buon modo per riuscire a capire quando abbiamo di fronte una "spia" é quello di prestare attenzione a quegli elementi del comportamento umano che i "benpensanti" catalogono come essenziali e meritevoli, ponendoli in cima alle classifiche dei comportamenti ideali descritti dal galateo.
 
Occorre individuare ed ovviamente diffidare di persone:
 
- SCONOSCIUTE "IPER-GENTILI" :
 
questi soggetti si presentano in modo innaturalmente positivo. Di solito sono vestiti bene, parlano un linguaggio d'elite, ed anche se le ultime due attitudini non sono presenti al 100%, il loro comune denominatore é comunque sempre l' IPERGENTILEZZA.
 
posto che non c'é alcun motivo di essere IPERGENTILI con uno sconosciuto, sappiamo che il nostro nuovo amico di certo VUOLE QUALCOSA DA NOI, probabilmente..... SAPERE QUALCOSA (o forse altro.....). Il modo migliore di sbarazzarsi del soggetto in questione e di smascherarlo, é quello di rispondere con leggera (non esplicita) SCORTESIA alle sue avance da persona galante. Non appena egli si sentirá aggredito cambierá repentinamente atteggiamento e lascereá cadere la maschera.
 
- PERSONE "SUPER-ALLEGRE" CHE RIDONO CONTINUAMENTE
 
Fondamentalmente non c'é nulla da ridere al mondo. A tratti, presentandosi qualche occasione divertente, é ovvio che qualche sana risata rallegri la nostra esistenza con un bel cocktail biochimico....

Tuttavia le persone che ridono costantemente quando noi facciamo delle affermazioni, con ogni probabilitá ci stanno prendendo in giro, o, ancora peggio, mascherano le loro intenzioni poco edificanti dietro a continue manifestazioni di allegria immotivata. Esclusi coloro che ridono costantemente a causa di qualche disturbo psichico, chi ad ogni frase del proprio interlocutore ride o sorride piú o meno forzatamente, ritiene opportuno mettere in pratica meschine tecniche di manipolazione. Abbiamo di fronte con ogni probabilitá un personaggio che non é realmente interessato a ció che diciamo, perché sta ridendo per finta a delle nostre esternazioni che battute non sono.

Quindi sappiamo che vuole qualcos'altro da noi. 

E qual'é il miglior modo di defilarsi?

SEMPLICEMENTE FUGGIRE.
Usate ogni occasione che vi si presenti per abbandonare il discorso, cambiare strada, interrompere la sceneggiata.  Il nostro james bond da strapazzo non vi infastidirá piú e si accorgerá che con voi non c'é trippa per gatti..


- PERSONE CHE VI DANNO COSTANTEMENTE RAGIONE
 
Diffidate altamente da chi vi da SEMPRE ragione. La stessa cosa vale per chi NON VE LA DA MAI, ma in quel caso non siete di fronte ad una spia, bensí ad un soggetto con l'autostima bassa... che teme i successi del prossimo ... pertanto non pericoloso in questo frangente.
 
Chi invece insiste nel darvi SEMPRE ragione, spesso FACENDOLO PRIMA CHE FINIATE DI ESPRIMERE IL VOSTRO CONCETTTO (fattore importante), VUOLE anch'esso QUALCOS'ALTRO DA VOI, facendo piú affinitá possibile in breve tempo) Esistono anche personaggi lievemente piú ingenui, che non potendo o volendo competere con voi sul piano intellettuale, oppure ritenendovi degli idioti, diranno "EEEH GIÀ .... HAI RAGIONE " ad ogni cavolata che esternerete.

 
Tuttavia i "pericolosi" sono gli altri. Chi insiste nel darci ragione NON PUÒ ESSERE SINCERO.

 
Nessuno ha ragione sempre. nemmeno noi.
Sta a voi scoprire che cosa vuole da voi.....
 
qualcosa vuole di certo........................................




sabato 1 novembre 2014

GESTIRE I PROVOCATORI
COME VENIRNE A CAPO SENZA LITIGARE

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Il provocatore é un soggetto penoso. Eccetto quelli che lo fanno per lavoro, magari incaricati da questa o quell'azienda od organizzazione, chi provoca gli altri di solito ha un unico obiettivo: innalzare il flebile livello della propria autostima. 

Esistono infatti soggetti i quali, notando un certo successo in chicchessia, provano un lancinante senso di invidia. Trovando dunque, a causa della loro certamente mediocre intelligenza, soluzione al problema nel tentare di provocare il bersaglio sino al punto di fargli perdere la faccia.

Ció avviene di solito criticando e facendo domande che irritano.

Per defilarsi dal tiro di un provocatore abbiamo a disposizione svariati modi. In realtá sono due i principali sistemi che permettono di mettere in un angolo chi tenta di farci arrabbiare.

Il primo, al contrario di quello che ci si aspetterebbe, non é quello di rispondere in maniera ferma e decisa alle accuse mosseci, é quello di dare al nostro avversario LA SODDISFAZIONE di avere ragione. Ammettiamo in questo frangente, finché ció non ci comprometta eccessivamente, ció che il provocatore vuole sentirsi dire. Di solito, datagli la soddisfazione ricercata, egli si volatizzerá soddisfatto e smetterá di infastidirci.

Tentare infatti di controbattere, pur mantenendo la ragione, fará infuriare il provocatore al punto tale da aumentare garantitamente la dosi e provocandoci ad un livello superiore.

Il secondo sistema che funziona nei casi in cui dare una soddisfazione al nostro amico, allo scopo di accontentarlo e di zittirlo, comporta un eccessivo rischio di riportare ferite della propria immagine, é quello che prevede di mostrarsi ferito e rispondere chiarendo che "certe provocazioni" ci fanno stare male e ci DELUDONO. 

In questo caso egli, la cui autostima ne risente stavolta sul piano che "ha deluso" qualcuno, lo spingerá a giustificarsi in questo o quel modo.

Gestendo in maniera adatta e gentile le sue giustificazioni potremo dunque spostare il discorso su qualcosa di piú pacifico, giungendo in alcuni casi addirittura ad uno strano attaccamento amichevole del provocatore nei nostri confronti. 

Insomma, invertite le parti ed avrete il coltello dalla parte del manico.

 
LA FUGA
DISONORE O STRATEGIA SUPREMA?


Fuggire é un azione spesso dettata dalla paura, dall'inadeguatezza nei confronti di una sfida o di un problema. Infatti nell'immaginario comune si tende a stigmatizzare chi fugge come vigliacco, privo di onore. 

In strategia, in realtá, la fuga appartiene a quelle "armi" a disposizione dello stratega le quali possono fare fortemente la differenza, sia sul campo di battaglia, che nella vita quotidiana.

Tutti, compresi i maggiori esponenti della psicologia, considerano la fuga come il peggiore dei mali, suggerendo di "AFFRONTARE I PROPRI PROBLEMI".

FUGGIRE in realtá é la piú alta manifestazione di coraggio. Emozionalmente tendiamo tutti ad affrontare i nostri problemi ed i nostri avversari. Pensiamo alle risse in discoteca. Un tipo avvicina la ragazza di un altro. Prontamente, sulla spinta del proprio senso di onore,  interviene il fidanzato e si mette in mezzo. Il "pretendente", mosso da medesimi sentimenti di onore, a sua volta non arretra e la situazione degenera. 

Il risultato spesso e volentieri é molteplice e penoso. Uno finisce in ospedale, l'altro in commissariato, mentre la ragazza va con un terzo, schifata dalla stupida aggressivitá degli altri due.

Se i due galletti, o almeno uno dei due, avessero preso il largo non sarebbe successo nulla, e se la ragazza avesse avuto medesima intelligenza strategica, le sarebbe bastato "fuggire" dalla situazione critica assieme al fidanzato, evitando cosí il peggio.

In ambito militare, un esempio di alta strategia é quello applicato dai russi durante l'invasione francese. Si ritirarono semplicemente, mentre il nemico si addentrava, accecato dalla sua mania di grandezza nelle infinite distese russe. Il gelido inverno russo irruppe ed ormai i francesi si erano spinti troppo avanti per tornare indietro. E fu cosí che soccombettero. 

Infine, si potrebbe ragionare anche sull'utilitá della fuga nel campo della psicoterapia. Invece di scavare nelle profonditá (peraltro infinite ed irrazionali) dell'inconscio, per tentare di risolvere un problema dello stato d'animo, forse sarebbe piú indicato aiutare il paziente a FUGGIRE dai propri pensieri autodistruttivi, a lasciar spegnere la fiamma del dolore emozionale concentrandosi su altro, invece che gettare sempre piú benzina su di un fuoco che comunque, in molti casi, é di origine astratta e pertanto andrebbe lasciato rimpicciolirsi nel suo "brodo" di insensatezza....

Insomma... la FUGA é alta strategia ed il senso dell'onore spesso ci impedisce di applicarla, vincendo di fatto la battaglia.
  
SELF MARKETING
L'ARTE DI VENDERE LA PROPRIA PERSONA

 

Parlare di "vendere se stessi" puó suscitare un certo grado di avversione, infatti quando parliamo di self marketing una migliore definizione potrebbere essere piuttosto "vendere la propria immagine nel migliore dei modi."

Uno degli assiomi fondamentali della sopravvivenza é quello della vendita. Occorre essere un buon venditore sin dalla nascita. In questo frangente, la parola VENDITORE si riferisce a tutti coloro che in qualche modo devono raggiungere QUALCOSA durante la propria esistenza. Che sia un posto a sedere sull'autobus o una risposta gentile da parte della signorina dietro al bancone di un ufficio pubblico....Insomma, TUTTI siamo venditori.

Ogni cosa che desideriamo ottenere da altri, che sia l'accettazione della nostra persona all'interno di un gruppo oppure l'assunzione presso un posto di lavoro desiderato, dipende in maniera strettamente proporzionale alla nostra capacitá di vendere noi stessi, o appunto, la nostra IMMAGINE.

Questa bella attivitá, che puó essere acquisita ed implementata da chiunque o quasi, si chiama SELF MARKETING. Il marketing di se stessi appunto.

Innanzitutto va detto che la nostra immagine non necessariamente debba essere curata in un modo unico ed inequivocabile, ricalcando lo stereotipo del bravo ragazzo, perfetto in tutto ecc...., 

Piuttosto occorre adattare la propria immagine al gruppo di persone che fanno parte della cerchia di "clienti", ovvero le persone alle quali ci stiamo tentando di "vendere". Per spiegare meglio ció che intendo, é abbastanza inutile presentarsi in giacca e cravatta ad un colloquio presso un organizzazione di BIKERS, mentre se invece desideriamo farci assumere presso la GENDARMERIA VATICANA, é altrettanto inutile presentarsi ai colloqui di preselezione con i capelli tinti di verde ed un piercing da Hooligan infranasale.

Bisogna adattarsi saggiamente alle circostanze, nella maggiorparte dei casi. 

Solamente quando si ha raggiunto un determinato livello di autosufficienza ed auto-sicurezza possiamo permetterci di DECIDERE che stile desideriamo adottare. Una volta deciso quale esso sia, potremo a questo punto mantenerlo, nella maggiorparte delle situazioni, attestando cosí integritá e coerenza. 

Giacca e cravatta hanno un potere particolare. In un qualche modo, il fatto di coprire i bottoni della camicia con un fazzoletto di stoffa colorata, ha iniziato a trasmettere eleganza, sin dai tempi napoleonici, in cui questo tipo di outfit venne diffuso dai battaglioni croati (da cui "croatta - cravatta"

Il fatto che negli ultimi secoli questo modo di vestirsi é stato sempre associato ad una cerchia di elite, pur non significando che chi indossa la cravatta vi appartenga veramente (anzi, spesso é l'esatto contrario), trasmette comunque un immagine curata, affidabile e piacevole.

Forse si tratta semplicemente del fatto che nel nostro inconscio una persona che si sveglia e si dedica alla realizzazione di un nodo fatto bene (oltre a radersi correttamente ecc..) viene giudicata DILIGENTE e SAPIENTE, tuttavia é innegabile che sia questo il modo di vestirsi che é ormai da sempre apartenuto alla fascia piú affidabile della popolazione. 

Pertanto il potere della cravatta si inserisce molto bene nell'ambito del self marketing. Ma ovviamente non finisce qui. Esistono ovviamente mestieri e personalitá che non sono compatibili con questo tipo di indumento, ma nessun mestiere, nessuna condizione sociale impedisce di indossarla almeno nel tempo libero, per trasmettere un immagine curata di se stessi.

In ogni caso il self marketing non termina con l'abbigliamento.

Tutto ció che puó essere fatto per mostrare il meglio di se al momento giusto, compreso lo star zitti quando il nostro commento non é richiesto, fa parte di questo mondo di auto-vendita.

Professionalmente occorre mostrare competenze non solo sul posto di lavoro. Da quando esiste internet, abbiamo la possibilitá di mostrarci online, offrendo al mondo le nostre capacitá. Aprire un blog oppure un sito specializzato su una delle nostre passioni puó servire enormemente per implementare il nostro self marketing. 

Non sono pochi i professionisti che ricavano dal loro sito stima e nuova clientela. Occorre mostrare ció che sappiamo fare per attirare persone interessate a noi. Questo é ovviamente corrispondente al vero anche nell'ambito della seduzione. Curare il proprio self marketing, anche online, sui social network ad esempio, ma soprattutto su altri canali come ad esempio youtube o blog vari, da una grande mano anche in questo campo che da sempre é uno dei piú interessanti, almeno per la maggiorparte degli uomini.

Ognuno é responsabile personalmente della stesura del proprio piano marketing personale.

Un piano del genere non puó prescindere dalla CONSAPEVOLEZZA di:

- CHI VOGLIAMO ESSERE
- COSA VOGLIAMO RAGGIUNGERE

Sedetevi in un luogo piacevole, stappatevi una buona bottiglia e riflettete, se possibile con carta e penna. Disegnatevi come volete che gli altri vi vedano, e disegnate cosa volete raggiungere nella vita. Non é facile, ma una volta che avrete capito chi volete essere e cosa volete raggiungere potete impostare tutta la "campagna di vendita di voi stessi" in funzione del vostro obiettivo.

Di seguito occorre agire.

Mostratevi al meglio nel settore in cui volete agire, e vendete la vostra immagine nel migliore dei modi.

La ricompensa sará enorme.


  

lunedì 27 ottobre 2014

DIORAMI E MODELLI IN SCALA
LE CREAZIONI DI GIANCARLO EVANGELISTI




Non si puó fare arte, nel mio caso riproduzioni della realtá in miniatura, senza farla vedere.

Le costruzioni che eseguo si concentrano particolarmente su diorami in scala 1:87, ma anche su altri campi.

Qui pubblico le mie opere con il semplice ed unico obiettivo di mostrarle. Le immagini dei miei diorami e modelli possono essere liberamente utilizzate in rete, magari ricordandosi di menzionarmi come autore delle stesse..

La realizzazione di un diorama professionale, come anche quella di un qualsiasi altro modello in scala, richiede un particolare impegno il quale puó protrarsi anche per molte settimane o addirittura mesi. Soprattutto in questo campo artistico sono necessarie abilitá in moltissimi settori, compreso quello dell'elettronica.

Un diorama rappresenta la realtá in miniatura ed é in realtá un "quadro" in 3D. In questo, rispetto alla pittura, il diorama é un'opera piú realistica e per certi versi piú affascinante, almeno per me... e molti altri...

Ed ora.. ecco a voi le mie creazioni   


Gian - Carlo Evangelisti
















                                                            DIORAMA Nr.1 

GIORNATA PIOVOSA ANNI 70

      



 




 

  
DIORAMA  Nr.2
"BRESSANONE D'INVERNO"
(epoca anni 2000) 
                                                   

       
                                    Rappresenta la cittá di Bressanone (BZ) nel periodo invernale 

                 
  





DIORAMA  Nr.3
                                         "GLI ANNI 60 IN ALTO ADIGE"

                                        Rappresenta gli anni degli attentati del B.A.S. in Alto Adige














MINI-DIORAMA  Nr.4
                                         "PRESEPE SUL PIATTINO"


                                           Rappresenta un presepe installato su di un piattino




DIORAMA  Nr.5
                              "HOTEL VIRU - TALLINN /ESTONIA 1980"
(in costruzione)

      Rappresenta l'HOTEL VIRU, primo grattacielo costruito in epoca sovietica a Tallinn, allora ESSR Estone, oggi Repubblica d'Estonia




MODELLO  Nr.6
                                              "R.M.S.CUTTY SARK"


                                         Rappresenta una nave postale britannica dell'ottocento





"MODELLO  NR. 7"
RMS TITANIC

Modello del TITANIC in scala ridotta, realizzato da Giancarlo Evangelisti, in due settimane di acribico lavoro. Il lavoro si é orientato verso la  precisione totale, tentando di avvicinare il modello il piú possibile alla versione reale del famoso transatlantico.