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venerdì 30 gennaio 2015

LIFE EXTENSION
 CHE COSA C'È DA SAPERE 


illustrazione in scala 1:87 realizzata da Giancarlo Evangelisti



Vivere in eterno. Una speranza che perseguita le menti dell'umanitá sin dalla notte dei tempi. Ma perché non rassegnarsi al volere della natura e vivere la propria vita senza sperare nell'impossibile? Probabilmente perché siamo programmati per sfidare il destino, e, considerando che in molti campi ci siamo riusciti con notevole successo, non é nemmeno escluso che perlomeno qualche progresso nel campo dell'estensione della vita lo faremo (visto e considerato anche il balzo in avanti compiuto per quanto riguarda l'aspettativa di vita media). Perlomeno sarebbe auspicabile un piú intenso studio dei fenomeni che circondano il decesso, come ad esempio le "near death experiences". 

Questo aiuterebbe enormemente a capire che cosa ci attende, una volta che veniamo "richiamati" lí dove non sppiamo. 

Ultimamente alcuni flebili tentativi di avvicinarsi alla soluzione dell'unico, piú grosso mistero irrisolto della scienza umana, vengono fatti. Recentemente uno studio condotto dal Dr. Parnia in Inghilterra ha analizzato una serie di pazienti clinicamente morti, tentando di stabilire se ci fosse una qualche attivitá cosciente oltre il punto dell'arresto cardiaco. Piuttosto confusi sono stati i risultati, pur presentando alcuni interrogativi ai quali ora bisognerá tentare di rispondere. Un paziente, infatti, dopo 3 minuti dalla cessazione di ogni attivitá cerebrale, una volta rianimato, rappresentava con accuratezza il ritmico insorgere di un suono elettronico proveniente da un macchinario nella sala. Non avrebbe potuto sentirlo, ma l'ha sentito certamente, vista la descrizione combaciante al 100% con la realtá. Altri pazienti raccontano l'esperienza standard, ovvero quella che dopo l'avvenuto decesso essi si sentono distaccati dal corpo, alzandosi in volo e vedendo la scena dall'alto, immersi in una profonda tranquillitá, per poi condursi verso una non meglio specificata "luce", spesso accompagnati per mano da parenti precedentemente dipartiti. 

Questo tipo di esperienza ricorre da millenni nei racconti di persone provenienti dai piú svariati background culturali e religiosi. Seppur nell'esperimento sopra menzionato erano stati posizionati degli adesivi "attirasguardi" visibili solo dall'alto nella sala di rianimazione, NESSUNO dei poi rianimati ha riferito di averli visti. Un risultato di pareggio tra il "esiste una vita dopo la morte" ed il "non esiste" non porta a molto. 

Fatto sta che la scienza ritiene che la coscienza umana non sia altro che il prodotto della complessa rete neurale del cervello umano, la quale, una volta "spenta" non puó piú lavorare cessando dunque ogni attivitá cognitiva. A questa ipotesi largamente sostenuta si oppone la visione degli scienziati "postmaterialisti", i quali ipotizzano invece che il cervello umano sia una sorta di ricevitore per la coscienza che proviene dall'esterno. Mentre gli uni spiegano che in caso di malattie degenerative, come ad esempio l'alzheimer, il progressivo decadimento della materia genera la perdita delle facoltá cognitive, gli altri sostengono che invece in tal caso si guasta si il "ricevitore", mentre la coscienza, proveniente da "fuori", rimane intatta. E di nuovo entrambe le correnti pareggiano nella gara delle ipotesi sul dopo-morte. Per chi in una situazione di tale incertezza non vuole comunque arrendersi occorre correre ai ripari, perlomeno prolungando la nostra vita terrena nel miglior modo possibile, nella speranza che presto la scienza sappia darci delle risposte univoche o come minimo riesca a migliorare ancora sensibilmente il nostro potenziale di sopravvivenza. Non é infatti escluso che nei prossimi anni qualcosa di importante si muova nel campo della LIFE EXTENSION, l' "ESTENSIONE DELLA VITA". 

Da menzionare in questo frangente l'iniziativa del magnate russo Vladimir Itskov, il quale, atttraverso il suo progetto "initiative 2045" mira a trasferire il cervello umano su di un corpo non biologico entro a punto il 2045. Oltre tremila scienziati stanno lavorando attualmente a questa iniziativa che, per ora, non é stata ne screditata ne esaltata dal mondo della scienza. Il congelamento crionico, inoltre, ovvero il "farsi congelare" a morte avvenuta nella speranza di essere riportati in vita quando la scienza sará in grado di farlo, esiste ormai da quarant'anni. 

Anche qui, la scienza non commenta. Infatti, non essendo dimostrato che la coscienza viene generata dal cervello, non é nemmeno chiaro se lo stesso, opportunamente conservato e rivitalizzato, possa "risvegliarsi" o meno. 

Ci sono poi innumerevoli tentativi di allungare la vita umana attaverso l'alimentazione, lo sport ed altre attivitá. Qui siamo di fronte ad un campo vastamente "infiltrato" dal marketing e dal profitto. Pertanto risulta molto difficile distinguere dove si muova il confine tra l'utile e l'inutile, tra il vero ed il falso. Di certo c'é semplicemente una cosa: Occorre, premesso che lo si voglia, mantenere l'organismo funzionante piú a lungo possibile, secondo quando la SCIENZA UFFICIALE ed il nostro INTUITO ci suggeriscono, facendo di tutto per giungere, se Dio vuole, ad un momento storico nel quale l'umanitá come minimo non dovrá piú temere la morte perché ne avrá compreso meglio le dinamiche e nel migliore dei casi abbia realmente iniziato a mantenere in vita o a rivitalizzare con successo organismi umani.


martedì 3 giugno 2014

SMETTERE DI FUMARE ?
  OPPURE CONTINUARE - MA IN "DIGITALE"?


 Illustazione di Gian-Carlo Evangelsiti


Le sigarette sono uno strumento mortale. Tuttavia non ci sarebbe cosí tanta gente al mondo che ne fa uso, se non ci fossero dei lati positivi nel fatto di fumarle.

La sensazione appagante del fumo caldo che scende nei bronchi, nonché il piacevolissimo effetto (fortemente calmante ed eccitante allo stesso tempo) della nicotina, rendono dipendenti proprio perché  in grado di provocare una sensazione di intenso benessere.

Quello che pochi sanno, e quasi sempre fraintendono, é che la nicotina in se stessa non é la causa dei piú conosciuti mali provocati dal fumo di sigaretta.

La nicotina, che é un alcaloide presente nelle piante di tabacco ma non solo, (si pensi che la si trova persino nei pomodori) accellera leggermente il battito cardiaco ed alza momentaneamente la pressione arteriosa in combinazione al suo effetto euforizzante, ma non é responsabile di alcun tipo di malattia, esclusa la dipendenza. 

Studi recenti (2012) presentati da ricercatori dell'universitá di Atene alla riunione internazionale dei cardiologi di Monaco di Baviera  testimoniano che nemmeno a livello cardiaco la nicotina in se stessa provochi piú di tanti danni. 

Questi invece sono grandemente generati dalle altre circa 4000 sostanze cancerogene e patogene in genere che vengono liberate nel fumo di sigaretta per mezzo della combustione.

Anche l'occlusione delle arterie, causa principale di infarti ed ictus viene indotta dal fumo di sigaretta, precisamente dalle sostanze summenzionate, non tuttavia dalla nicotina.

Da qui a pensare di smettere il passo é breve. Dal pensare al fare invece non proprio.

Il vizio del fumo si inserisce in variabili psicologiche molto precise, le quali se non vengono "riempite" con sollecitudine generano una lunga serie di fastidi, finché non trovano un "contenuto alternativo", ovvero una sostituzione valida al piacere sperimentato in passato.

Va da se che la soluzione é quella di presentare alla propria dipendenza un sostituto che abbia due fondamentali qualitá. 

DEVE ESSERE:

- ugualmente o piú soddisfacente del fumo di sigaretta
- non dannoso (o almeno in minima parte rispetto al fumo)

L'impiego di "smokeless tobacco", come soprattutto il tabacco da fiuto, funziona molto bene in questo caso. In ogni caso, pur se in misura molto ridotta, anche queste forme di tabacco possono rappresentare un certo rischio per la nostra salute.

La sigaretta elettronica invece( che non dovrebbe chiamarsi cosí, bensí VAPORIZZATORE), pare non avere effetti negativi sulla salute, almeno nel breve termine. 

Ovviamente chi proclama "LA SIGARETTA ELETTRONICA FA MALE", non ha capito nemmeno di cosa si tratta, visto che é nient'altro che un vaporizzatore, come quello che si usa per fare le inalazioni. 

Eventuali danni deriverebbero al massimo dal tipo di liquido che si inserisce nel serbatoio. 

Virtualmente si potrebbe vaporizzare anche acqua e vitamine con questi apparecchi, pertanto LA SIGARETTA ELETTRONICA in se stessa (intesa come hardware)  NON FA MALE.

I liquidi, che contengono acqua, glicerolo e glicole propilenico, unitamente ad una determinata quantitá di nicotina, non sono dannosi, eccetto l'intolleranza personale verso qualche componente.

I nuovi vaporizzatori simulano (se non superano) in maniera egregia la sensazione piacevole del fumo e permettono realmente di sostituire definitivamente le sigarette, altamente cancerogene nonché devastanti per il sistema cardiocircolatorio.

Quindi smettere o continuare con il "digitale" ?

Questo rimane aperto alla decisione personale di ognuno.

In entrambi i casi ci si guadagna in salute e benessere, anche psichico.

Importante é fare il passo decisivo. 

Le sigarette sono un peso che NON BISOGNA piú portare !

giovedì 24 aprile 2014

I DRAGHI
E SE FOSSERO ESISTITI PER DAVVERO?


Il drago. Essere mitologico diffuso in tutte le culture del mondo, non ha eguali a livello di misteriositá. Il dubbio sulla sua rale esistenza diventa intrigante quando iniziamo a ragionare proprio sul fatto che praticamente ogni popolo, da ogni parte del mondo, conoscesse questa creatura orribile ed alata, ben prima che qualsiasi mezzo di comunicazione avesse potuto diffonderne l'immagine tra i continenti.

Se si considera che in qualsiasi nazione  l'immagine con la quale viene raffigurata l'animale é praticamente sempre la stessa, sorge il ragionevole dubbio sul perché di questo fatto.

File:Jiu Long Bi.JPG
Immagine di drago a Pechino (fonte Wikipedia)
Occorre premettere da subito che il mistero é tutt'altro che facile da risolvere. Infatti, esistono molte spiegazioni razionali che smontano piú o meno efficacemente ogni tentativo di dimostrare la reale esistenza, in tempi passati, di creature simili al drago come lo conosciamo noi. 

La prima spiegazione che si potrebbe dare a questo fenomeno intercontinentale é quella che potrebbe essere verosimile il ritrovamento occasionale di ossa di dinosauro, in tempi nei quali nulla era noto sulla vita preistorica. In varie parti del mondo, trovando queste misteriose ossa, la gente potrebbe aver tentato di ricostruire le fattezze dell'ingoto animale, un po come fanno i nostri paleontologi. Da qui potrebbe essere nato il mito del drago, identico da un capo del mondo all'altro.

Di contro sarebbe possibile porre la seguente domanda:

Come mai, se questa teoria fosse valida, tutte queste persone che in numerose parti della terra avrebbero ritrovato accidentalmente degli scheletri preistorici avrebbero scoperto ogni volta lo scheletro della stessa razza di dinosauro ? Visto che in tutto il globo l'immagine riportata su affreschi e disegni di ogni genere é pressoché omogenea non saremmo di fronte ad un caso di coincidenza unica, da record? Centinaia di ritrovamenti, tutti quasi identici, in tutti i fazzoletti di terra abitati dall'uomo?  

La seconda ipotesi é che gli umani abbiano coniugato le fattezze di tutte le bestie che piú temevano in un unica immagine terrificante. Le ali di un uccello rapace, le grinfie del diavolo, la testa di un rettile con i denti enormi, la coda gigante di un DINOSAURO .... ehm.... DINOSAURO ?

Eccoci a punto e a capo.
scheletro di stegosauro

Nemmeno questa teoria regge realmente se si ragiona profondamente. Il drago, come comunemente noto, ha quasi sempre una schiena ricoperta da borchie. Queste borchie sono tipiche dello stegosauro o di altri animali preistorici. Ma é mai possibile che tutte le culture del mondo abbiano temuto intrinsecamente uno STEGOSAURO che, per ovvi motivi, non hanno mai visto?

Un azzardo potrebbe essere supporre che invece sino ad un certo momento una precisa specie di animale, simile o addirittura imparentato con i dinosauri, sia sopravvissuta ed abbia popolato il mondo un po ovunque. In questo modo avrebbe dato origine al mito diffuso in tutte le latitudini.

Ossa di un animale del genere non sono ancora state rinvenute. Ma ció che non é stato confermato, notoriamente non puó essere negato con certezza.

File:Flag of Wales 2.svg
Bandiera del Galles (Regno Unito)
Le leggende che circondano i draghi sono troppo diffuse e troppo simili tra loro nei secoli per sostenere con certezza che si tratti solamente di figure frutto della fantasia. Anche se ció fosse vero resterebbe comunque aperta la domanda perché non esista un altro caso nella storia dell'umanitá in cui una figura mitologica si sia imposta ovunque, senza differire nell'aspetto. 

Il fatto che il drago viene descritto come animale che sputa fuoco resta altresí aperto a chiarimenti. Nessun animale sputa fuoco. Non é possibile. Nemmeno se del gas metano in qualche modo fuoriuscisse per assurdo dall'esofago. 

A voi l'interpretazione. 




 



sabato 19 aprile 2014

           COME COSTRUIRE UNA RADIO
              CON UN ROTOLO DI CARTA IGIENICA


Questa guida spegherá come costruire una radio che non necessita di una batteria o di un contatto con la rete elettrica. Si, proprio cosí. 


Riceveremo un segnale radio da un rotolo di carta igienica avvolto da un filo di rame, cosa una volta abbastanza diffusa, soprattutto durante la guerra quando ad esempio era vietato ascoltare certe stazioni radio o semplicemente perché non si disponeva dei mezzi finanziari necessari per comprarsi un apparecchio vero.

La costruzione, veramente poco ingegnosa, richiede il seguente materiale:



- 1 rotolo di cartone (carta igienica)
- 1 diodo al germanio
- 1 filo di rame bello lungo
- 10 metri di fil di ferro
- 1 auricolare

Per prima cosa pratichiamo due fori nel rotolo di cartone, ognuno a cerca 1 cm di distanza dal bordo, come vedete nell'immagine seguente:


Ora utilizzate i fori per fissarvi un estremitá del filo di rame ed iniziate ad avvolgerlo attorno al rotolo, accostando le file in modo tale da farle toccare tra loro evitando il piú possibile di sovrapporle !

 Otteniamo dunque il seguente risultato, se abbiamo avuto la pazienza di eseguire il tutto in modo ottimale:


A questo punto fissiamo ad un estremitá del rotolo un pezzo di fil di ferro. Lo pieghiamo ad "S" come vedete sulla prossima foto, passiamo la carta vetrata sulla bobina di rame e poi lo fissiamo con dell'elastico. Abbiamo cosí creato la "manovella" per cambiare canale, semplicemente spingendo in avanti ed in dietro l'elastico.
 



A questo punto entra in gioco il nostro DIODO AL GERMANIO. Lo fissiamo alla base del fil di ferro appena montato.



Ora necessitiamo di un antenna e di una messa a terra. A tale scopo tendiamo il fil di ferro da una parte all'altra della nostra abitazione, piú lunga é l'antenna, migliore sará la ricezione del segnale.

Un altro fil di ferro va attaccato ad un tubo dell'acqua che trovate in casa, ad esempio quello del riscaldamento. 


Ora procediamo come segue:


- colleghiamo un estremitá dell'antenna al nostro diodo, giá fissato sul fil di ferro che ci servirá da "manovella" per la ricerca delle frequenze

- colleghiamo altresí il diodo ad uno dei due cavi dell'auricolare

- all'altro cavetto del nostro auricolare uniamo la messa a terra ed infine, dopo aver passato la carta vetrata sull'estremitá della bobina avvolta sul rotolo di cartone, ci uniamo il tutto.


Ecco pronta la vostra radio. Se avete eseguito tutto in maniera corretta, allora sentirete le stazioni in modo chiaro. Altrimenti rifate tutto da capo o correggete singoli passaggi sino a raggiungere il risultato desiderato !

Buon lavoro e buon ascolto !

lunedì 14 aprile 2014

MODELLISMO
 GRANDE RISORSA PER L'UMANITÀ


Tutto ció ache ha a che fare con gli argomenti modellismo e collezionismo viene considerato inutile dai piú scettici. In realtá queste attivitá rappresentano una poderosa risorsa sia per il singolo che le pratiche, sia per l'intera umanitá ed il suo percorso evolutivo, non solo tecnico.

Innanzitutto va detto che la creazione di modelli ha contribuito grandemente alla realizzazione di aerei, automobili od altre opere importanti. È evidente che solamente attraverso la sperimentazione su modelli in scala ridotta sia stato possibile prevedere il comportamento di congegni i quali, una volta costruiti nella realtá, non potevano piú essere modificati e non potevano permettersi di presentare ammanchi. 

                     

Dal punto di vista tecnico ed architettonico quindi, il modellismo ha permesso di alzarci in volo, di costruire enormi ponti e palazzi e molto molto altro. 

Ma nella vita quotidiana del singolo? Quali sono le reali applicazioni utili di un "passatempo" spesso snobbato e dipinto come inutile gioco per adulti mai cresciuti?

Ecco qui gli effetti positivi del modellismo sull'essere umano e come poterli utilizzare a proprio vantaggio, come dei veri e propri strumenti di miglioramento personale.

1. AUTOSTIMA 

Dove si puó essere progettisti, ingegneri, piloti, pittori, elettrotecnici, meccanici ecc.. allo stesso tempo? La vita é notoriamente una sola e le professioni per le quali ci sentiamo vocati spesso non possono essere svolte nel mondo reale. Ció lede molte volte l'autostima di chi porta in se una forte carica creativa. Il modellismo ovvia a questo problema, poiché in scala ridotta possiamo dedicarci attivamente a tutto ció che il mondo del lavoro ci preclude. L'innalzamento susseguente dell'autostima é una sana e piacevole conseguenza di tutto ció, la sensazione di aver creato qualcosa di grandioso e funzionante aggiunge poi la ciliegina sulla torta. 
Chi gode di un autostima alta affronta con maggiore successo una lunga serie di sfide quotidiane, a partire dal lavoro, passando per le relazioni interpersonali. Anche la salute in genere risente positivamente di un aumento dell'autostima.

In questo senso, il modellismo rappresenta un'arma segreta per prepararsi meglio alla vita nel mondo reale. Creare qualcosa ci rende orgogliosi di noi stessi e ció ci fa apparire aagli altri piú felici e soddisfatti. 

2. CONTRIBUTO AL MONDO

Non di rado dal modellismo sono nate vere e proprie rivoluzioni tecnologiche. Si pensi in questo frangente ai DRONI.

Ormai, in tutto il mondo sta avendo enorme successo il multicottero, utilizzato per riprese aeree, termografiche, per misurazioni fotogrammetriche e per il soccorso.
http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2014/02/RomaDrone_foto3.jpg
Questo successo é dovuto al modellismo, nei ranghi del quale questo velivolo é stato sviluppato. 
Le mogli dei modellisti che spesso hanno considerato quest'attivitá come incomprensibile ossessione dei loro mariti si sono dovute ricredere. Il DRONE cambierá profondamente il nostro stile di vita nei prossimi anni, sempre nuove applicazoni del mezzo vengono sviluppate, ormai in campo industriale.

3. TERAPIA

Il modellismo rappresenta una valida forma di terapia accessoria. Costruire un plastico munito di ogni minimo dettaglio, permette a chi lo crea, di immergersi in un mondo perfetto, da la sensazione di averlo sotto controllo. La costruzione di un modello del genere impiega molto tempo, ed oltre ad essere perfetta per dare una forte carica di orgoglio e di autostima a chi lo realizza, permette di distrarsi al punto tale da sostituire a lungo termine anche i piú cupi pensieri (anche ossessivi). In Germania, a dimostrazione di ció, é stata usata spesso questa forma di terapia in casi di tossicodipendenza od alcolismo.

4. FORMAZIONE 

Il modellismo rappresenta infine una fantastica risorsa per l'educazione tecnica. Infatti, una materia che puó sembrare cruda e fradda all'alunno, soprattutto quando si tratta di eseguire calcoli matematici, si trasforma in un gioioso divertimento, insegnando mille abilitá in ogni campo, le quali pur essendo eseguite in miniatura, corrispondono proporzionalmente a quelle utili nel mondo reale. 
In questo modo, la gioia di creare un modello funzionante trasforma anche i piú cupi calcoli da eseguire in gioiosi step per realizzare la propria creazione. Se si ama un'attivitá, infatti, si é disposti a fare anche cose spiacevoli pur di poterla realizzare.



Il collezionismo, il quale non comporta per forza anche la costruzione degli oggetti in questione, generá altresí autostima, linfa vitale per la mente e l'anima, oltre ad appagare l'istinto di caccia, insito in noi umani. Questo retaggio preistorico che portiamo in noi, una volta appagato, ci rende piú sicuri di noi stessi, oltre che indubbiamente piú felici. Inoltre, praticare attivitá come il modellismo od il collezionismo, ci permettono di relazionarci con alti appassionati e non solo, creando relazioni di tipo anche commerciale o di self marketing.

Infatti, il self marketing, ovvero il dare alla propria persona un marchio, un'immagine di coerenza e di professionalitá, passa proprio attraverso la dimostrazione di qualcosa che facciamo e creiamo.
Costruire qualcosa di bello testimonia una certa dose di affidabilitá, utile sopratutto nella ricerca del lavoro..



venerdì 11 aprile 2014

LA PSICOLOGIA DEI VIDEOGIOCHI
A COSA SERVONO E COME USARLI IN MODO UTILE



Molti genitori ritengono inopportuno il comportamento dei loro figli i quali si attaccano alla propria console o al pc per immergersi in un mondo virtuale fatto di competizioni e di divertimento. Ma se invece fosse che  il mondo dei videogiochi viene malinterpretato? Se i giochi tanto amati (anche dai grandi) comportassero, oltre ad affinare le capacitá sensorie e di reazione, anche una lunga serie di miglioramenti essenziali a livello psichico?



In questo articolo voglio soffermarmi sugli aspetti positivi dei videogames, evidenziandone l'utilitá per l'essere umano e la sua mente. Pur senza scordare l'altra faccia della medaglia ben nota a tutti.



1. AUTOSTIMA

In un mondo come il nostro, in cui siamo costantemente sommersi da stimoli di ogni genere, tendiamo a soffrire di piú o meno gravi abbassamenti dell'autostima. C'é sempre chi é piú ricco di noi, chi guida automobili piú belle della nostra, chi eccelle in questa o quella attivitá mentre noi non ne veniamo a capo e cosí via.


 Poiché l'autostima rappresenta una vera e propria chiave per il benessere, non solo mentale ma anche fisico, é di vitale importanza riuscire a tenerla ad un livello sufficientemente elevato. Ma come fare a raggiungere questo obiettivo? Certamente ci sono molti modi. Quello che spesso non si considera é il fatto che un videogame puó dare una carica di autostima poderosa. Nel mondo virtuale possiamo essere chi vogliamo, possiamo guidare supercar fino allo sfinimento, possiamo essere poliziotti, ricercatori, strateghi ... e molto molto altro. Giá solamente questo fatto, una volta che la mente si immerge nella trama del nostro gioco, contribuisce grandemente ad un innalzamento del nostro grado di benessere. Grafiche sempre piú realistiche permettono di immedesimarsi sempre piú intensamente in ció che vediamo (e CONTROLLIAMO) sullo schermo. Se poi riusciamo a vincere le varie sfide che il gioco ci propone, otteniamo sensazioni che possono giungere sino all'euforia. A tutto vantaggio dell'autostima



2. RELAX

Vincere una gara o una battaglia in un videogame infonde una forte sensazione di soddisfazione a chiunque si sia fatto prendere sufficientemente dal gioco. Tale soddisfazione, che potrebbe apparire fittizia ed insensata in realtá contribuisce attivamente alla tanto ambitá tranquillitá d'animo. Mentre ancor piú potente risulta essere la capacitá del videogame di distrarci da problemi e pensieri negativi. Poiché il gioco coinvolge intensamente tutte quelle parti del cervello che normalmente si occupano di tenerci attivi e concentrati, il videogame é in grado di "sostituire" se non di cancellare (non solo temporaneamente) una lunga serie di pensieri fastidiosi ed ossessivi. Praticando intensamente l'attivitá di gioco, la mente si "stufa" di occuparsi di preoccupazioni varie, sino al punto in cui, a seconda della durata e dell'intensitá dell'interazione con il videogioco, essa cessa sempre piú di concentrarsi su di esse.
 





3. INTELLIGENZA STRATEGICA

L'attivitá di gioco permette di sviluppare sempre piú la capacitá di escogitare trame di tipo strategico, allenando costantemente la mente a studiare nuovi modi di eccellere. Poiché le strategie usate e sviluppate per il gioco formano percorsi di azione simili anche nella vita reale, é garantito che anche al di fuori del mondo virtuale la mente di un giocatore sará sempre piú incline a generare percorsi di pensiero complessi di tipo strategico. Utilissimi e fondamentali in ogni campo della nostra esistenza, peraltro...  

4. ACCELLERAZIONE DEL TEMPO

Mentre un giocatore é immerso nella sua attivitá, egli non subisce piú la noia. Questa piacevole realtá viene ampiamente sottovalutata. Non annoiandosi, il tempo "vola" e periodi di attesa magari anche carichi di forti tensioni, come quelli precedenti a qualche esame o visita medica possono essere fortemente "depotenziati" e privati del loro impatto malsano sulla nostra salute. Inoltre rendiamoci conto quante cose stupide vengono commesse per colpa della noia. Un videogame puó letteralmente salvarci da attivitá realmente inutili o addirittura pericolose generate dalla stasi corrosiva dell'inattivitá.

5. PIACERE EMOTIVO

Non si dimentichi infine che la gioia di iniziare un nuovo gioco, soprattutto quando ben fatto a livello grafico puó risultare utilissima, non solo a chi si sente "giú". Improvvisamente lo stato d'animo si alza, anche a causa della gioiosa aspettativa che sta nello "scoprire" un ambiente nuovo e stimolante. Poiché il cervello in realtá non distingue tra gioia "reale" o gioia generata da un ambiente di fantasia, il risultato che si ottiene innalza inevitabilmente lo stato d'animo. Condizione tra le piú desiderabili per l'essere umano e la salute.

Molti altri sono i vantaggi che una regolare attivitá di gioco elettronico puó procurarci, si pensi solamente che é stato dimostrato che ad esempio il semplice TETRIS é in grado di aiutare efficacemente persone sotto shock o che certi videogames vengono utilizzati miratamente per curare psicosi e vari altri disturbi (non sensa successo). Va ricordata anche la possibiltá data dai videogiochi di avvicinarsi ad attivitá altrimenti irraggiungibili per molti, come per esempio l'imparare a pilotare un aero con un simulatore di volo. 

L'unica precauzione da prendere é quella di porsi un limite. Non si deve cadere in dipendenza, questo é ovvio. Tuttavia, qualche volta é meglio essere dipendenti da un videogame ed accorgersi di non aver acceso sigarette da molte ore..





 


 

mercoledì 9 aprile 2014

SUCCO DI POMODORO 

 una bevanda magica dagli effetti spettacolari !
 

Questo articolo tratta di una bevanda in grado di sostituire completamente un cocktail alcolico, anzi, puó fornire una vera e propria sensazione di euforia, oltre a contenere vitamine sufficienti a risvegliare un ghiro dal letargo.

IL SUCCO DI POMODORO, classicamente servito con limone, tabasco e pepe !


                        
                  

Famoso anche come ingrediente chiave del "bloody mary", in cui peró la vodka la fa da padrona, questo stupendo "intruglio" nasconde in se una pressoché infinita quantitá di benefici. È prima di tutto in grado di fare venire l'acquolina in bocca al solo pensiero di assaggiarlo, data la sua bontá irresistibile. In secondo luogo é una "pozione" rivitalizzante per chiunque abbia alzato  il gomito la sera prima. 

Ma soprattutto v'é un argomento poco trattato e pressoché segreto che merita di essere analizzato piú profondamente. Questo argomento si chiama CAPSAICINA. È contenuta nel peperoncino, ingrediente chiave del piccante TABASCO il quale va obbligatoriamente aggiunto al nostro cocktail.
La capsaicina é quella sostanza che provoca il fastidiosissimo bruciore tipico dei piatti piccanti. 
Agisce innescando un'illusione nel nostro cervello, il quale "crede" di essere sottoposto ad un ustione seria. Facendo cosí, il cervello ritiene di essere in forte pericolo ed emette ENDORFINE ed ADRENALINA. 
Queste vere e proprie "droghe naturali"  hanno effetti rispettivamente opposti, ovvero: 

- L'adrenalina accellera il battito cardiaco ed infonde una particolare carica energetica alla psiche (in natura atta a permetterci di salvarci la vita combattendo o fuggendo piú attivamente)
. Le endorfine hanno l'effetto di calmante, e vengono altresí ommesse nel sangue in situazioni come una giornata trascorsa in totale relax, Un workout intenso in palestra, o dopo certe attivitá tra uomo e donna .. diciamo molto POPOLARI.. 

Il  risultato di questo cocktail biochimico, chiaramente dipendente dalla quantitá di capsaicina assunta, provoca il cosiddetto "chili high", una sensazione di profondo appagamento simile a quello generato dall'assunzione di alcolici forti. 

struttura della CAPSAICINA
Tale sensazione é il risultato della suddetta "illusione" che la capsaicina esercita sul nostro cerebro, il quale una volta svanito l'effetto doloroso (il bruciore del peperoncino cessa dopo un po) ritiene di essere "scampato al pericolo dell'ustione", PREMIANDO l'organismo. 


Quando prepariamo questo cocktail possiamo tranquillamente lasciare la vodka nel frigo, o meglio: direttamente al supermercato. Il gusto favoloso, unito all'effetto della capsaicina, danno (soprattutto all'intenditore) una soddisfazione incredibile, fisico/gustativa e psichica. 

È assai probabile che questo cocktail sia in grado di sostituire appieno una bevanda alcolica, pur non contenendo un goccio di etilene ed essendo PARTICOLARMENTE SANA allo stesso tempo.

Alcuni studi dimostrano infatti un suo effetto positivo nelle malattie neoplastiche, nonché sul sistema cardiocircolatorio.

Quindi per preparare questa pozione VERAMENTE MAGICA non vi serve altro che:


- Succo di pomodoro (non passata o sugo)
- Tabasco (a volontá, in base al gradimento o all'effetto desiderato)
- Limone  (qualche spruzzo)
- Pepe 
- ( opzionalmente qualche goccia di Worchestershire sauce)


Mischiate bene questi ingredienti e datevi alla pazza gioia di riempire il vostro sangue di endorfine !

Ma fate attenzione : potrebbe nascere una dipendenza sanissima ! Non tutti si liberano dall'amore per questa bevanda.

Un consiglio da intenditori: 

Per anni le compagnie aeree si sono interrogate sul perché il succo di pomodoro rappresenti da sempre l'incontrastato campione di vendite tra i passeggeri in alta quota. La spiegazione é che la particolare situazione pressoria, combinata alla differente concentrazione di ossigeno all'interno della cabina dell'aereo aumenti drasticamente la percezione del gusto. 

Pertanto prenotatevi un bel volo e lasciatevi trasportare nel mondo del gusto strepitoso ! E non dimenticate il TABASCO !


  

martedì 1 aprile 2014

                         MI - 10  e  MI -12
              i due insetti giganti dell URSS

MIL MI - 10       LA GRU VOLANTE


Presentato per la prima volta alla parata aerea di Tushino nel 1961, in occasione della "Giornata delle Forze Aeree Sovietiche", l'elicottero MI - 10 é un gigante dell'aria, sebbene il suo "fratello maggiore"
MI - 12 sia passato alla storia come l'elicottero piú grande mai costruito.

L'utilitá principale del MI - 10, era, come dice anche il suo soprannome, quello di GRU VOLANTE.
Durante la parata sollevó un autobus e se lo portó via, nonché un intera villetta.

                        
 
 Sollevato da un rotore a cinque pale e con un peso massimo al decollo di oltre 43 tonnellate, il MI - 10, denominato anche izdeliye 60” (articolo 60) stupí il mondo per le sue dimensioni e per l'enorme capacitá di carico.

Fu realizzato negli stabilimenti di Rostov sul Don ed era propulso da due turbine Soloviev D-25V,
ognuna capace di erogare 4100 chilowatt e di spingere l'insetto gigante sino alla velocitá di 204 km/h.
Il 23 settembre 1961 dal pilota G. Alferow  venne operato un test esaustivo del mezzo che lo portó a battere un record al limite dell'incredibile. L'elicottero raggiunse i 2.300 metri di altitudine sopra il suolo avendo caricato un peso di 15.000 kg.


Il carico, ad esempio un autobus oppure un container speciale (capace di accogliere fino a 128 persone), doveva semplicemente essere manovrato al di sotto del gigante. A questo punto veniva agganciato da una serie di bracci meccanici per permettere di sollevarlo in sicurezza.

Dal 1964 al 1969 vennero costruiti 63 esemplari del MI - 10, i quali vennero soprattutto utilizzati in territori fuori mano dell'unione sovietica per la costruzione edilizia e per le grandi opere.

Altri modelli vennero impiegati in campo militare, tra i quali un elicottero provvisto di sistemi di disturbo radio.

Nella sua mostruosa enormitá fu superato, pare incredibile, ALLA GRANDE dal fratello maggiore, l'elicottero piú grande mai costruito dall'umanitá. Il titanico:



MIL MI - 12     IL PIÙ GRANDE ELICOTTERO MAI COSTRUITO

                          


Questo enorme velivolo fu costruito a metá degli anni 60 dall'ufficio di progettazione sovietico MIL, alla periferia di mosca. Sollevó alla prima prova di volo 44.000 per un altitudine di 2.300 metri sopra il livello del mare, pesando a vuoto oltre 105 tonnellate.

Il rumore assordante e lo spostamento dell'aria operato dalle gigantesche pale provocava un letterale terremoto attorno al luogo di decollo/atterraggio.

Sfrutta un sistema multirotore coassiale. Le eliche girano in senso contrario l'una all'altra, risparmiando cosí l'utilizzo di un rotore anticoppia di coda per stabilizzare il volo dell'elicottero.
Il rumore assordante e lo spostamento dell'aria operato dalle gigantesche pale provocava un letterale terremoto attorno al luogo di decollo/atterraggio. 

Venne costruito in soli due esemplari, Il primo dei due, si schiantó al suolo nel 1968.

File:Mil Mi-12 aug 2008 2.jpgLe due turbine Soloviev - D25 FV consentirono una velocitá di crociera di 240 km/h (max 260) ed un raggio d'azione di 1.000 km, sviluppando 4 × 4 847 KW.


Oggi questo palazzo volante é esposto oggi all'aeroporto di MONINO, a circa 40 km da Mosca.
 




"Forse é stata solamente mania di grandezza, forse solamente il bisogno di surclassare anche in termini di propaganda gli Stati Uniti durante la guerra fredda. Resta il fatto che l'eco roboante delle pale di questi due mostri dell'aria riecheggia nell'eternitá, impressionando chiunque si avvicini ad uno di questi due insetti."















  

domenica 30 marzo 2014

INIZIATIVA 2045 - TARAPIANTO DI CERVELLO UMANO SU CORPO ARTIFICIALE

L'iniziativa che mira all'immortalitá attraverso la scienza


La morte. Ció che ha semre impaurito piú di ogni altra cosa gli esseri umani, e rappresenta il motore dell'evoluzione attraverso l'istinto di sopravvivenza, sembra avere i giorni (o i decenni) contati.

Il miliardario russo DMITRY ITSKOV ha dato vita a"INITIATIVE 2045", progetto che mira allo sviluppo di un corpo artificiale in grado di alimentare il cervello di una persona e quindi di prolungarne la vita, se non di donarle una potenziale condizione di immortalitá.

Non si tratta qui di fantascienza. Giá nei lontani anni 50 lo scienziato sovietico VLADIMIR PETROVIC DEMICHOV riuscí con successo a trapiantare una testa di cane su di un altro corpo, ispirando il suo collega statunitense ROBERT J. WHITE ad approfondire tale pratica negli anni 70. Dagli esperimenti di WHITE sappiamo che la testa di una scimmia, includendo la personalitá della stessa, sopravvive indefinitamente se impiantata su di un altro corpo. Dai suoi esperimenti si evince che la scimmia che subiva questo trapianto, continuava a vivere nel nuovo corpo, pensando ed interagendo. 

L'unico problema sinora non risolto, e motivo per il quale questi esperimenti non furono portati effettivamente avanti, fu quello che con la tecnologia medica disponibile allora non fu possibile collegare le singole terminazioni nervose tra testa e nuovo corpo. Questo fatto permetteva la sopravvivenza, apparentemente aproblematica del cervello e conseguentemente della capacitá di interagire, ma lasciava il soggetto paralizzato dal collo in giú.

INITIATIVE 2045 si propone di risolvere questo problema attraverso l'utilizzo di corpi artificiali denominati "carrier".

L'idea di poter collegare il cervello ad una macchina renderebbe questa macchina comandata dalla mente del nuovo "padrone", e potrebbe far sí che il cervello venga nutrito e tenuto in vita per un periodo potenzialmente indefinito dalla macchina stessa. 

Il progetto "2045" riunisce scienziati di tutto rispetto e si é dato una propria ideologia. La motivazione di base che spinge l'intero sistema é il ragionamento su quali siano i futuri obiettivi dell'umanitá.

Indiscutibilmente il principale dei "compiti" futuri di noi uomini sará quello della conquista dello spazio. In tal caso ben venga un corpo praticamente immortale ed immune da malattie.

Il progetto é suddiviso in fasi. Queste comprendono:

 

La fase AVATAR A é in realtá giá avvenuta, esistono robot telecomandabili, volendo anche attraverso il controllo mentale, esercitato attraverso la scansione ed il rilevamento delle zone attivatesi in un cervello in corrispondenza ad un determinato pensiero. Tutto ció che é inequivocabilmente rilevabile é trasformabile in una qualsivoglia risposta, un output.

La seconda fase, AVATAR B, prevederá l'impianto di un cerebro umano all'interno di questi robot. Sfida certamente impegnativa, ma a punto giá vinta in passato dagli scienziati che trapiantavano teste su altri corpi facendole sopravvivere indefinitamente. Si tratta di sviluppare tecnlogie soprattutto immunitarie le quali siano in grado di permettere un'interfaccia uomo - macchina.

Le due fasi successive, C e D, sono certamente piú impegnative, visto che aspirano al trasferimento della personalitá verso un "portatore" artificiale. La stessa organizzazione, a quanto pare, si concentra inanzitutto sui primi due step, permettendoci perlomeno di sopravvivere indefinitamente (se tutto andrá bene), anche se restano molti dubbi. 

Siamo sicuti che tutte le informazioni sono "salvate" nel cervello e non esista una "memoria cellulare" che immagazzina ricordi e dati vari anche in altre parti del corpo ?

Vedremo cosa ne sará nel 2045.