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domenica 11 gennaio 2015

PERCHÈ SCRIVERE UN BLOG
E NON MONETARIZZARLO




Da quando esiste internet, c'é sempre stato chi si é domandato come poter utilizzare quest'enorme risorsa per incrementare il proprio potenziale di sopravvivenza.

I tentativi per farlo, nella maggiorparte sono rappresentati dalla creazione di negozi online, siti di nicchia da monetarizzare attraverso la pubblicitá o di tentativi piú o meno legali di vendere ad altri "sistemi per diventare ricchi", i quali riescono purtroppo ad annebbiare la mente delle persone sino al punto tale da spingerle ad acquistare e-books da oltre 100 euro, per sentirsi raccontare idee che l'autore stesso sa non essere applicabili alla realtá. (ecco perché tenta di venderle)

Il blog monetarizzato, ovvero quello che contiene informazioni spesso vaghe e vuote, all'unico scopo di ottenere click su questo o quel banner pubblicitario é uno degli esempi come NON dovrebbe essere ció che si pone online. 

Ma allora.. come fare a ricavare qualcosa di redditizio da internet? Come??? 

La risposta non é semplice, bensí molto astratta e variegatamente articolata. Chi lo desidera e ritiene di essere dotato di sufficiente apertura mentale per potere comprendere ed applicare ció che sto per scrivere, puó approfondire il seguente articolo ed applicare questo sistema con successo. Ma deve sin dall'inizio essere chiaro che la "monetarizzazione" non deve essere contemplata ne perseguita attivamente. Infatti, i vantaggi dello scrivere un blog sono talmente tanti e distribuiti su di un talmente variegato campo, che non é possibile dire in che modo il nostro blog ci faccia guadagnare. 

L'unica cosa certa é che un blog, scritto con assidua frequenza e, soprattutto, dai contenuti utili e positivi incrementa enormemente la nostra qualitá di vita. Che sia direttamente oppure molto, molto indirettamente. 

Innanzitutto dobbiamo sfatare il mito che il nostro blog, per avere successo, debba essere "di nicchia", ovvero concentrarsi esclusivamente su di un solo argomento. Certamente non é un idiota chi scrive su di un solo argomento, tuttavia un blog puó, anzi DEVE venire dal cuore, e rappresentare in prima linea una valvola di sfogo della nostra creativitá.

L'importante é creare del contenuto che possa essere utile agli altri, poiché, la prima regola che dobbiamo considerare, é che il "sistema umanitá" ci premia solamente se apportiamo del valore ad esso. 

Ed é su questo che si basa in realtá tutto il pensiero qui esposto. DANDO ai lettori, ovviamente in maniera TOTALMENTE gratuita, otteniamo dei vantaggi. Senza sapere quali saranno esattamente. Per chi é un po precisino e ritiene che al mondo TUTTO vada pre-calcolato, ho una buona dose di rassicurazione da concedere:

"Dal momento in cui SAPPIAMO con matematica certezza che al mondo NULLA é sicuro, la forma piú alta di pianificazione risiede nel fare qualcosa SENZA darsi un obbiettivo preciso, sapendo solamente che IN QUALCHE MODO dobbiamo ottenere dei vantaggi da ció che facciamo"

È su questa idea (francamente anche MOLTO calcolatrice) che si basa il principio del BLOG NON MONETARIZZATO.

Come esattamente il vostro blog vi porterá vantaggio, che sia economico, morale, sociale, psicologico o addirittura sanitario (chi é creativo innalza l'autostima... e con ció migliora la propria salute) non é stabilito ne previdibile.

Certo é che lo fará. 

Innanzitutto chi leggerá il vostro blog, traendone vantaggio, che sia anche solamente di passatempo, VI APPREZZERÀ. Con tutte le conseguenze che cio puó avere. Infatti non sapete chi oggi, domani o tra 12 anni leggerá le cose che scrivete, fate e mostrate sulle pagine del vostro blog.... Non é escluso che tra i vostri lettori ci saranno persone importanti che vi offriranno un lavoro, che i vostri capi inizieranno a rispettarvi sempre di piú, magari addirittura incrementando il vostro stipendio. (Ed ecco che il blog si é MONETARIZZATO... senza pubblicitá, senza insistere a vendere qualcosa)

Voi stessi poi, attraverso la scrittura dei vostri testi innalzerete enormemente la vostra autostima, nonché darete sfogo alla vostra creativitá. Supponiamo ad esempio che facciate arte, quadri. Nessuno compra i vostri quadri ma voi li pubblicate sul vostro blog, magari descrivendo il processo della loro creazione. Magicamente inizierete a sentirvi un vero artista, affermato e di successo. La vostra autostima sale, e con essa la qualitá dei vostri quadri... che "vai a vedere" prima o poi vengono notati ed addirittura acquistati. Magari finirete su qualche rivista grazie alla vostra assidua presenza in rete.... e magari.... una lettrice di quella rivista...... si innamorerá di voi..... e troverete la donna della vostra vita.

Nulla é certo se non che scrivere un blog migliori il vostro potenziale di sopravvivenza in mille modi, talmente tanti che sarebbe inutile elencarli tutti. 

È importante aggiungere che scrivere un blog, se siete un venditore ad esempio, influisce enormemente sul vostro lavoro. In questo contesto non importa che vendiate mollette per stendini a domicilio mentre nel vostro blog vi occupate di floricoltura. I vostri clienti si informeranno su di voi in internet. Lo fanno tutti. E sapete qual'é l'unico messaggio che trasmetterete a questi clienti se troveranno il vostro blog, ben scritto e frequentemente aggiornato, bello da vedere ed utile da leggere? Penseranno...

mi fido. 

E fanno bene, perché chi é costante merita (ed ottiene) successo


Giancarlo Evangelisti

domenica 21 dicembre 2014

LA STRATEGIA DEL BARONE ROSSO
SPAVENTATE IL VOSTRO AVVERSARIO !

illustrazione in scala 1:72, creata da Gian-Carlo Evangelisti


Quando si pensa al BARONE ROSSO, ovvero al famosissimo asso dell'aviazione Manfred Baron Von Richthofen, la prima cosa che balza alla mente é il suo Fokker dalla livrea inconfondibilmente rossa. 

la domanda che pochi si pongono é : "Potrebbe aver contribuito questa stessa livrea, cosí irrazionale dal punto di vista mimetico, al successo incontrastato del mitico pilota germanico?" 

La risposta é certamente "SI".

Non ci é dato sapere se la scelta di colorare il proprio aereo usando il colore piú irrazionale e pericoloso dal punto di vista bellico, esponendosi immediatamente alla vista del nemico in qualsivoglia condizione, sia dovuta ad un semplice eccesso di vanitá oppure abbia uno sfondo strategico, fatto sta che il BARONE ROSSO ci insegna un'importante strategia.

Questa, applicata alla vita quotidiana, con le sue battaglie e confrontazioni, come anche allo sport oppure al mercatio finanziario,  puó certamente rappresentare la chiave di volta per chi intende cimentarsi in sfide pericolose dirette ad avversari magari anche molto potenti e temibili.

Il "colore rosso" che utilizzeremo per ottenere l'effetto dell'aereo di Von Richthofen e trasportarlo nella vita di tutti i giorni puó essere inteso come UN MODO DI APPARIRE SCINTILLANTE (riguardo a comportamento, linguaggio, e.. ovviamente... abbigliamento)

Se riusciamo infatti a dimostrare il giusto mix di autosicurezza, aggressivitá ed il coraggio di esporci in maniera rigorosamente diversa dagli altri, allora susciteremo nel nostro avversario la stessa reazione che il nostro BARONE ROSSO suscitava nei piloti nemici. Infatti, chi ha di fronte un avversario che NON SI MIMETIZZA, ha sí un bersaglio piú facile da colpire tra le mani, ma sono quellestesse mani che gli tremano a rovinargli la festa. 

Com'é facile evincere dal ragionamento svolto, quelle mani tremano perché é l'inconscio che suggerisce al nostro avversario che se noi abbiamo il coraggio di esporci in maniera cosí spavalda al suo tiro, allora significa che noi non abbiamo paura, perché siamo piú che certi di essere migliori di lui.

In questo modo, comportandovi come il nostro asso dell'aviazione, non solo vincerete molte "battaglie"; ma solitamente non dovrete nemmeno ingaggiarle, poiché i vostri nemici non avranno la tempra di affrontarvi. 

Vi avvicinerete in tal caso all'ideale prospettato da SUN TZU, nella sua famosa opera "L'ARTE DELLA GUERRA", ovvero vincerete le battaglie SENZA COMBATTERE.

Ma ricordate che esporvi troppo al nemico puó sortire anche l'effetto opposto. Infatti, anche il nostro eroe alato fu abbattuto!

In ogni caso fu seppellito dal nemico con tutti gli onori militari. 
  

 

giovedì 27 novembre 2014

LA STRATEGIA DEL CANE POLIZIOTTO
NEL DUBBIO, ABBAIA !

Illustrazione in scala 1:87 realizzata da Gian-Carlo Evangelisti



Quante occasioni perse.. in questo mondo..



soprattutto, fortunatamente, per un esercito di spacciatori i quali ogni anno vengono passati per l'ufficio di fotosegnalazione di questo o quell'altro comando di polizia......
Ció avviene spessissimo grazie al fiuto infallibile del simpatico "commissario REX", piú comunemente noto come CANE POLIZIOTTO.

Il suo fiuto, notoriamente, é sensibilissimo, ed opportunamente addestrato, egli é in grado di scovare qualsiasi sostanza in ambienti anche avversi.

Ma cosa ha a che fare il cane poliziotto con la strategia e soprattutto.. che cosa centra con la nostra vita quotidiana? (almeno che non rientriamo nelle categorie da lui "minacciate")

C'entra .. eccome...

Infatti, il cane poliziotto ha una cosa fondamentale da insegnarci: NON PENSARE.

Troppo spesso ci lasciamo scappare un'occasione florida, solamente perché, pur riconoscendo il momento come inequivocabilmente GIUSTO, intervengono pensieri, preoccupazioni, dubbi...... i quali inevitabilmente ci conducono al fallimento.

Il cane poliziotto non conosce dubbi od incertezze. Quando sente l'odore a lui "familiare", egli abbaia. Non importa se chi ha davanti sembra simpatico, é una vecchietta sordomuta in sedia a rotelle oppure un bambino in carrozzina. Niente da fare. Quando sente QUELL'odore, il cane poliziotto abbaia.

Se poi il tutto si rivela un falso allarme, pace... Il suo conduttore saprá scusarsi per l'inconveniente.

Ed é cosí, proprio cosí che il cane poliziotto non ne manca nemmeno uno di spacciatore, quando gli capita ... a fiuto.

Noi, nella vita quotidiana, incontriamo costantemente situazioni nelle quali SAPPIAMO quale sarebbe la cosa giusta da fare, ma a causa del nostro evolutivamente incompleto sistema di ragionamento, mischiato ad emozioni piú o meno primordiali inadeguate generate dallo stesso, esitiamo, tentenniamo... insomma... PERDIAMO L'OCCASIONE.

Va detto quindi che quando un primo, rapido ragionamento desidera farci eseguire una determinata azione, non serve a nulla esitare e scervellarsi. 

Se la situazione non rientra tra quelle in cui sbagliare rappresenta un rischio estremo...... ABBAIATE ! ....Agite senza esitare.

Ci sará sempre tempo, successivamente, di scusarsi, correggere il tiro, ritirare umilmente affermazioni fatte, purché il tutto sia avvenuto in buona fede.

Ragionare troppo (come anche NON RAGIONARE AFFATTO, sia ben inteso) significa inevitabilmente : 

PERDERE LE OCCASIONI MIGLIORI

Sappiate regolarvi...

 

venerdì 14 novembre 2014

CONTROSPIONAGGIO
 COME SCOVARE LA SPIA CHE HAI DAVANTI
 

Illustrazione in 1:87 di Gian-Carlo Evangelisti


Dai tempi movimentati della guerra fredda ed a dire il vero anche da prima, lo spionaggio ha assunto un volto mitico.

Rappresentato in maniera affascinante e  nostalgica dal cinema, esso suscita nelle persone una strana sensazione di creativitá e furbizia, di gusto dell'inganno e di comoda sicurezza mentre un altro non sa di essere spiato proprio da noi stessi. L'insieme di tutte queste emozioni, "ben mischiate, e non shakerate......." rappresentano probabilmente il motivo per il quale la gente va pazza per i film di James Bond.

Va a questo punto ricordato che in strategia lo spionaggio rappresenta un arma fondamentale, ed allo stesso tempo un nemico assurdamente difficile da combattere.
Chi si occupa di intelligence deve, psiche o religione permettendo, riuscire a staccarsi dal principo del "non fare ad altri  ció che non vuoi venga fatto a te".
 
Egli infatti fa la spia ed allo stesso tempo combatte le spie.
 
Fatto sta che nessuno al mondo puó evitare di fare la spia o, soprattutto, di essere spiati.
Nella vita quotidiana (lo spionaggio internazionale o politico qui non c'entra) ci troviamo spesso di fronte a situazioni in cui veniamo spiati da altri "partecipanti al gioco". In queste situazioni sono richieste le noste doti di "controspionaggio".
 
Un buon modo per riuscire a capire quando abbiamo di fronte una "spia" é quello di prestare attenzione a quegli elementi del comportamento umano che i "benpensanti" catalogono come essenziali e meritevoli, ponendoli in cima alle classifiche dei comportamenti ideali descritti dal galateo.
 
Occorre individuare ed ovviamente diffidare di persone:
 
- SCONOSCIUTE "IPER-GENTILI" :
 
questi soggetti si presentano in modo innaturalmente positivo. Di solito sono vestiti bene, parlano un linguaggio d'elite, ed anche se le ultime due attitudini non sono presenti al 100%, il loro comune denominatore é comunque sempre l' IPERGENTILEZZA.
 
posto che non c'é alcun motivo di essere IPERGENTILI con uno sconosciuto, sappiamo che il nostro nuovo amico di certo VUOLE QUALCOSA DA NOI, probabilmente..... SAPERE QUALCOSA (o forse altro.....). Il modo migliore di sbarazzarsi del soggetto in questione e di smascherarlo, é quello di rispondere con leggera (non esplicita) SCORTESIA alle sue avance da persona galante. Non appena egli si sentirá aggredito cambierá repentinamente atteggiamento e lascereá cadere la maschera.
 
- PERSONE "SUPER-ALLEGRE" CHE RIDONO CONTINUAMENTE
 
Fondamentalmente non c'é nulla da ridere al mondo. A tratti, presentandosi qualche occasione divertente, é ovvio che qualche sana risata rallegri la nostra esistenza con un bel cocktail biochimico....

Tuttavia le persone che ridono costantemente quando noi facciamo delle affermazioni, con ogni probabilitá ci stanno prendendo in giro, o, ancora peggio, mascherano le loro intenzioni poco edificanti dietro a continue manifestazioni di allegria immotivata. Esclusi coloro che ridono costantemente a causa di qualche disturbo psichico, chi ad ogni frase del proprio interlocutore ride o sorride piú o meno forzatamente, ritiene opportuno mettere in pratica meschine tecniche di manipolazione. Abbiamo di fronte con ogni probabilitá un personaggio che non é realmente interessato a ció che diciamo, perché sta ridendo per finta a delle nostre esternazioni che battute non sono.

Quindi sappiamo che vuole qualcos'altro da noi. 

E qual'é il miglior modo di defilarsi?

SEMPLICEMENTE FUGGIRE.
Usate ogni occasione che vi si presenti per abbandonare il discorso, cambiare strada, interrompere la sceneggiata.  Il nostro james bond da strapazzo non vi infastidirá piú e si accorgerá che con voi non c'é trippa per gatti..


- PERSONE CHE VI DANNO COSTANTEMENTE RAGIONE
 
Diffidate altamente da chi vi da SEMPRE ragione. La stessa cosa vale per chi NON VE LA DA MAI, ma in quel caso non siete di fronte ad una spia, bensí ad un soggetto con l'autostima bassa... che teme i successi del prossimo ... pertanto non pericoloso in questo frangente.
 
Chi invece insiste nel darvi SEMPRE ragione, spesso FACENDOLO PRIMA CHE FINIATE DI ESPRIMERE IL VOSTRO CONCETTTO (fattore importante), VUOLE anch'esso QUALCOS'ALTRO DA VOI, facendo piú affinitá possibile in breve tempo) Esistono anche personaggi lievemente piú ingenui, che non potendo o volendo competere con voi sul piano intellettuale, oppure ritenendovi degli idioti, diranno "EEEH GIÀ .... HAI RAGIONE " ad ogni cavolata che esternerete.

 
Tuttavia i "pericolosi" sono gli altri. Chi insiste nel darci ragione NON PUÒ ESSERE SINCERO.

 
Nessuno ha ragione sempre. nemmeno noi.
Sta a voi scoprire che cosa vuole da voi.....
 
qualcosa vuole di certo........................................




sabato 1 novembre 2014

GESTIRE I PROVOCATORI
COME VENIRNE A CAPO SENZA LITIGARE

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Il provocatore é un soggetto penoso. Eccetto quelli che lo fanno per lavoro, magari incaricati da questa o quell'azienda od organizzazione, chi provoca gli altri di solito ha un unico obiettivo: innalzare il flebile livello della propria autostima. 

Esistono infatti soggetti i quali, notando un certo successo in chicchessia, provano un lancinante senso di invidia. Trovando dunque, a causa della loro certamente mediocre intelligenza, soluzione al problema nel tentare di provocare il bersaglio sino al punto di fargli perdere la faccia.

Ció avviene di solito criticando e facendo domande che irritano.

Per defilarsi dal tiro di un provocatore abbiamo a disposizione svariati modi. In realtá sono due i principali sistemi che permettono di mettere in un angolo chi tenta di farci arrabbiare.

Il primo, al contrario di quello che ci si aspetterebbe, non é quello di rispondere in maniera ferma e decisa alle accuse mosseci, é quello di dare al nostro avversario LA SODDISFAZIONE di avere ragione. Ammettiamo in questo frangente, finché ció non ci comprometta eccessivamente, ció che il provocatore vuole sentirsi dire. Di solito, datagli la soddisfazione ricercata, egli si volatizzerá soddisfatto e smetterá di infastidirci.

Tentare infatti di controbattere, pur mantenendo la ragione, fará infuriare il provocatore al punto tale da aumentare garantitamente la dosi e provocandoci ad un livello superiore.

Il secondo sistema che funziona nei casi in cui dare una soddisfazione al nostro amico, allo scopo di accontentarlo e di zittirlo, comporta un eccessivo rischio di riportare ferite della propria immagine, é quello che prevede di mostrarsi ferito e rispondere chiarendo che "certe provocazioni" ci fanno stare male e ci DELUDONO. 

In questo caso egli, la cui autostima ne risente stavolta sul piano che "ha deluso" qualcuno, lo spingerá a giustificarsi in questo o quel modo.

Gestendo in maniera adatta e gentile le sue giustificazioni potremo dunque spostare il discorso su qualcosa di piú pacifico, giungendo in alcuni casi addirittura ad uno strano attaccamento amichevole del provocatore nei nostri confronti. 

Insomma, invertite le parti ed avrete il coltello dalla parte del manico.

 
LA FUGA
DISONORE O STRATEGIA SUPREMA?


Fuggire é un azione spesso dettata dalla paura, dall'inadeguatezza nei confronti di una sfida o di un problema. Infatti nell'immaginario comune si tende a stigmatizzare chi fugge come vigliacco, privo di onore. 

In strategia, in realtá, la fuga appartiene a quelle "armi" a disposizione dello stratega le quali possono fare fortemente la differenza, sia sul campo di battaglia, che nella vita quotidiana.

Tutti, compresi i maggiori esponenti della psicologia, considerano la fuga come il peggiore dei mali, suggerendo di "AFFRONTARE I PROPRI PROBLEMI".

FUGGIRE in realtá é la piú alta manifestazione di coraggio. Emozionalmente tendiamo tutti ad affrontare i nostri problemi ed i nostri avversari. Pensiamo alle risse in discoteca. Un tipo avvicina la ragazza di un altro. Prontamente, sulla spinta del proprio senso di onore,  interviene il fidanzato e si mette in mezzo. Il "pretendente", mosso da medesimi sentimenti di onore, a sua volta non arretra e la situazione degenera. 

Il risultato spesso e volentieri é molteplice e penoso. Uno finisce in ospedale, l'altro in commissariato, mentre la ragazza va con un terzo, schifata dalla stupida aggressivitá degli altri due.

Se i due galletti, o almeno uno dei due, avessero preso il largo non sarebbe successo nulla, e se la ragazza avesse avuto medesima intelligenza strategica, le sarebbe bastato "fuggire" dalla situazione critica assieme al fidanzato, evitando cosí il peggio.

In ambito militare, un esempio di alta strategia é quello applicato dai russi durante l'invasione francese. Si ritirarono semplicemente, mentre il nemico si addentrava, accecato dalla sua mania di grandezza nelle infinite distese russe. Il gelido inverno russo irruppe ed ormai i francesi si erano spinti troppo avanti per tornare indietro. E fu cosí che soccombettero. 

Infine, si potrebbe ragionare anche sull'utilitá della fuga nel campo della psicoterapia. Invece di scavare nelle profonditá (peraltro infinite ed irrazionali) dell'inconscio, per tentare di risolvere un problema dello stato d'animo, forse sarebbe piú indicato aiutare il paziente a FUGGIRE dai propri pensieri autodistruttivi, a lasciar spegnere la fiamma del dolore emozionale concentrandosi su altro, invece che gettare sempre piú benzina su di un fuoco che comunque, in molti casi, é di origine astratta e pertanto andrebbe lasciato rimpicciolirsi nel suo "brodo" di insensatezza....

Insomma... la FUGA é alta strategia ed il senso dell'onore spesso ci impedisce di applicarla, vincendo di fatto la battaglia.
  
SELF MARKETING
L'ARTE DI VENDERE LA PROPRIA PERSONA

 

Parlare di "vendere se stessi" puó suscitare un certo grado di avversione, infatti quando parliamo di self marketing una migliore definizione potrebbere essere piuttosto "vendere la propria immagine nel migliore dei modi."

Uno degli assiomi fondamentali della sopravvivenza é quello della vendita. Occorre essere un buon venditore sin dalla nascita. In questo frangente, la parola VENDITORE si riferisce a tutti coloro che in qualche modo devono raggiungere QUALCOSA durante la propria esistenza. Che sia un posto a sedere sull'autobus o una risposta gentile da parte della signorina dietro al bancone di un ufficio pubblico....Insomma, TUTTI siamo venditori.

Ogni cosa che desideriamo ottenere da altri, che sia l'accettazione della nostra persona all'interno di un gruppo oppure l'assunzione presso un posto di lavoro desiderato, dipende in maniera strettamente proporzionale alla nostra capacitá di vendere noi stessi, o appunto, la nostra IMMAGINE.

Questa bella attivitá, che puó essere acquisita ed implementata da chiunque o quasi, si chiama SELF MARKETING. Il marketing di se stessi appunto.

Innanzitutto va detto che la nostra immagine non necessariamente debba essere curata in un modo unico ed inequivocabile, ricalcando lo stereotipo del bravo ragazzo, perfetto in tutto ecc...., 

Piuttosto occorre adattare la propria immagine al gruppo di persone che fanno parte della cerchia di "clienti", ovvero le persone alle quali ci stiamo tentando di "vendere". Per spiegare meglio ció che intendo, é abbastanza inutile presentarsi in giacca e cravatta ad un colloquio presso un organizzazione di BIKERS, mentre se invece desideriamo farci assumere presso la GENDARMERIA VATICANA, é altrettanto inutile presentarsi ai colloqui di preselezione con i capelli tinti di verde ed un piercing da Hooligan infranasale.

Bisogna adattarsi saggiamente alle circostanze, nella maggiorparte dei casi. 

Solamente quando si ha raggiunto un determinato livello di autosufficienza ed auto-sicurezza possiamo permetterci di DECIDERE che stile desideriamo adottare. Una volta deciso quale esso sia, potremo a questo punto mantenerlo, nella maggiorparte delle situazioni, attestando cosí integritá e coerenza. 

Giacca e cravatta hanno un potere particolare. In un qualche modo, il fatto di coprire i bottoni della camicia con un fazzoletto di stoffa colorata, ha iniziato a trasmettere eleganza, sin dai tempi napoleonici, in cui questo tipo di outfit venne diffuso dai battaglioni croati (da cui "croatta - cravatta"

Il fatto che negli ultimi secoli questo modo di vestirsi é stato sempre associato ad una cerchia di elite, pur non significando che chi indossa la cravatta vi appartenga veramente (anzi, spesso é l'esatto contrario), trasmette comunque un immagine curata, affidabile e piacevole.

Forse si tratta semplicemente del fatto che nel nostro inconscio una persona che si sveglia e si dedica alla realizzazione di un nodo fatto bene (oltre a radersi correttamente ecc..) viene giudicata DILIGENTE e SAPIENTE, tuttavia é innegabile che sia questo il modo di vestirsi che é ormai da sempre apartenuto alla fascia piú affidabile della popolazione. 

Pertanto il potere della cravatta si inserisce molto bene nell'ambito del self marketing. Ma ovviamente non finisce qui. Esistono ovviamente mestieri e personalitá che non sono compatibili con questo tipo di indumento, ma nessun mestiere, nessuna condizione sociale impedisce di indossarla almeno nel tempo libero, per trasmettere un immagine curata di se stessi.

In ogni caso il self marketing non termina con l'abbigliamento.

Tutto ció che puó essere fatto per mostrare il meglio di se al momento giusto, compreso lo star zitti quando il nostro commento non é richiesto, fa parte di questo mondo di auto-vendita.

Professionalmente occorre mostrare competenze non solo sul posto di lavoro. Da quando esiste internet, abbiamo la possibilitá di mostrarci online, offrendo al mondo le nostre capacitá. Aprire un blog oppure un sito specializzato su una delle nostre passioni puó servire enormemente per implementare il nostro self marketing. 

Non sono pochi i professionisti che ricavano dal loro sito stima e nuova clientela. Occorre mostrare ció che sappiamo fare per attirare persone interessate a noi. Questo é ovviamente corrispondente al vero anche nell'ambito della seduzione. Curare il proprio self marketing, anche online, sui social network ad esempio, ma soprattutto su altri canali come ad esempio youtube o blog vari, da una grande mano anche in questo campo che da sempre é uno dei piú interessanti, almeno per la maggiorparte degli uomini.

Ognuno é responsabile personalmente della stesura del proprio piano marketing personale.

Un piano del genere non puó prescindere dalla CONSAPEVOLEZZA di:

- CHI VOGLIAMO ESSERE
- COSA VOGLIAMO RAGGIUNGERE

Sedetevi in un luogo piacevole, stappatevi una buona bottiglia e riflettete, se possibile con carta e penna. Disegnatevi come volete che gli altri vi vedano, e disegnate cosa volete raggiungere nella vita. Non é facile, ma una volta che avrete capito chi volete essere e cosa volete raggiungere potete impostare tutta la "campagna di vendita di voi stessi" in funzione del vostro obiettivo.

Di seguito occorre agire.

Mostratevi al meglio nel settore in cui volete agire, e vendete la vostra immagine nel migliore dei modi.

La ricompensa sará enorme.


  

mercoledì 22 ottobre 2014

STRATEGIA DI AUTOREALIZZAZIONE
COME SVOLGERE LA PROFESSIONE CHE DESIDERI
- facendo un lavoro che non ti piace -





Tutti noi abbiamo un sogno di autorealizzazione. 

Quasi nessuno lo raggiunge


 Il motivo che sta alla base di questo insuccesso collettivo é da ricercare laddove la maggiorparte delle persone sono troppo sensibili per poterne discutere razionalmente:

 questo motivo é la mancanza di volontá di DARE GRATUITAMENTE.

L'economia in se stessa richiede la continua prodzione di un reddito, ció che sappiamo fare spesso non produce reddito, pertanto lasciamo nel cassetto le nostre passioni e le nostre vere capacitá.

Ora, nulla contro il sistema economico.... 

Se non si vende non si guadagna. Se non si guadagna non si mangia. Se il nostro prodotto non vende occorre cambiare prodotto. 

Ma se invece proprio quel prodotto "invendibile" generasse PUBBLICITÀ per qualcos'altro che invece si vende? Se lo producessimo comunque e lo REGALASSIMO?

Occorre un esempio per spiegare meglio a cosa intendo arrivare:

Supponiamo (per esempio) che voi siate un musicista. Sapete suonare una miriade di strumenti, sapete cantare. Ma poiché il mercato della musica é praticamente inespugnabile, voi lasciate marcire la chitarra nel garage e vi dedicate ad una qualsiasi altra occupazione la quale invece produce reddito. Questa occupazione non vi piace (voi vorreste essere un musicista ma vi tocca stare seduti in un ufficio ed inserire dati in un antipaticissimo computer), pertanto la fate MALE e GUADAGNATE POCO. Vi sentite irrealizzati.

Cosa fare a questo punto?

QUESTA STRATEGIA rappresenterá per voi un IMMEDIATO reincorniciamento della situazione in chiave positiva. 
 
DOVETE VEDERE IL VOSTRO "FARE MUSICA" COME OUTPUT (CONTRIBUTO AL MONDO) DELLA VOSTRA NOIOSISSIMA ATTIVITÀ DI INSERIMENTO DATI !

FINANZIANDOVI ATTRAVERSO TALE (PER ORA) INDESIDERABILE ATTIVITÀ LAVORATIVA, POTRETE CREARVI UNA IDENTITÀ DA MUSICISTA, SUONANDO NEL TEMPO LIBERO A TITOLO COMPLETAMENTE GRATUITO

Ecco che di colpo la vostra attivitá lavorativa sinora odiata e ripudiata diviene nient'altro che il MOTORE della vostra VERA attivitá: IL MUSICISTA

CREATEVI UNA FORTE PRESENZA ONLINE, PUBBLICATE LE VOSTRE OPERE GRATUITAMENTE ED ESIBITEVI GRATUITAMENTE, ANZI : INVESTITE DENARO A FONDO PERDUTO (GENERATE COL VOSTRO LAVORO DI BASE) PER POTER REGALARE I VOSTRI BRANI AL MONDO.

Quello che con questo semplice re-incorniciamento mentale avviene, é strepitoso. Di colpo avrete generato ECCELLENZA:
1. Iniziate ad apprezzare il vostro lavoro di inserimento dati (vi serve per ESSERE un MUSICISTA)

2. La vostra musica si diffonde, non piú limitata da CIÒ CHE PIACE AL MERCATO

3. Le persone vi conoscono come IL MUSICISTA, non come L'INSERITORE DI DATI

4. Il vostro capo nota ció che fate e vi apprezza, quando in internet guarda il vostro sito ( a arrivano al suo orecchio notizie riguardanti il vostro successo) e vi sposta dall'inserimento dati a qualcosa di piú creativo (ipotesi)

5. LA VOSTRA VITA MIGLIORA A 360 GRADI


Inizia a PIACERVI la vostra attivitá generatrice di reddito, e poiché essa vi permette di ESSERE UN MUSICISTA, iniziate a svolgerla sempre meglio, guadagnando di piú. 

Promozioni, aumenti di stipendio o nuove opportunitá di lavoro vengono volentieri concesse a persone che FANNO QUALCOSA di positivo, che sono SIMPATICHE e che GENERANO VALORE PER LA SOCIETÀ. 
Insomma, fate del Vostro Lavoro una solida attivitá di SELF MARKETING, sfruttando nel tempo libero LE VOSTRE PASSIONI... e svolgendole GRATUITAMENTE.



* spesso accade che un'attivitá "secondaria" svolta in questa maniera si diffonda (a causa della sua gratuitá) in maniera cosí intensa da divenire in realtá LA VOSTRA PRINCIPALE ATTIVITÀ, in questo caso VERAMENTE generatrice di reddito


Tuttavia, il fatto che suonando gratuitamente la vostra musica possa aumentarvi lo stipendio nel vostro lavoro quotidiano, possa farvelo amare perché vi permette di essere un musicista, possa infine ARRICCHIRVI e permettervi di AUTOREALIZZARVI non dovrebbe lasciare spazio ad ulteriori esitazioni a spolverare la vecchia chitarra dal sottoscala. 

PS. NON IMPORTA QUALE SIA LA VOSTRA PASSIONE. DAL MODELLISMO ALLA PITTURA PASSANDO PER I TOPI BALLERINI. 

Applicate la vostra passione, producete e cedete gratuitamente (anche solamente informazioni online sui topi ballerini) e createvi un'autoritá ed una VERA PROFESSIONE.

Che aspettate?