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lunedì 26 maggio 2014

                             FIAT 124
                 PIU' WORLD-CAR DI COSI' NON SI PUO'


 Illustazione di Gian-Carlo Evangelsiti



Esistono una miriade di automobili che a modo loro hanno segnato la storia, accompagnando le varie epoche attraverso la loro presenza sulle strade del mondo. Spesso si fa riferimento a modelli che sono mitizzati, vuoi per la loro forma speciale, come ad esempio il Volkswagen Maggiolino, o la Ford Mustang negli Stati Uniti. La normalità con la quale invece si presenta la FIAT 124, non lascia immaginare lontanamente che quest'automobile, prodotta tra il 1966 ed il 1974 in Italia, sia divenuta, rimanendo in pproduzione in altri paesi sino ad oggi, una WORLD - CAR divenuta simbolo tangibile della globalizzazione.

Creata da Dante Giacosa, la vettura andava a sostituire la Fiat 1300, per posizionarsi sul mercato come automobile standard per la piccola borghesia italiana di quegli anni. Di lì a presto inizio a fare da sfondo al traffico automobilistico di molti paesi del mondo. In tutto, della fiat 124, (senza contare i circa 20.000.000 esemplari prodotti su licenza all'estero)  vennero costruiti 4.000.000 esemplari, nelle diverse forme di allestimento.

In Italia veniva venduta come Fiat, ovviamente, ma il grosso del suo mercato lo ebbe all'estero, prodotta su licenza da una serie di produttori stranieri.

Storico è l'accordo con l'allora ermeticamente chiusa Unione Sovietica, dove la 124 venne prodotta sotto il Nome di ZHIGULI, debitamente rinforzata nel telaio e nella struttura, per resistere agli inverni glaciali ed alle strade sconnesse del regno dei contadini e dei lavoratori. Sino ad ora risultano 15.000.000 esemplari che hanno lasciato gli stabilimenti russi.

La Lada Zhiguli è diventata il simbolo indiscusso del panorama automobilistico dell'unione sovietica, ancora oggi nei paesi che una volta ne facevano parte, è un auto molto diffusa ed apprezzata per la sua semplicità.

Altre case automobilistiche che ottennero la licenza per costruirla furono la SEAT, la quale la produsse sotto il nome di 124, La TOFAS, in Turchia, che la battezzò 124 MURAT, infine anche la PREMIER, Indiana (oggi Fiat India) ne iniziò l'assemblaggio, modificandone il muso in maniera sostanziale.

Altri paesi nei quali viene attualmente oppure è stata in passato costruita sono : Corea del sud,  Costa Rica, Marocco, Irlanda, Pakistan, Perù, Portogallo, Singapore, Sudafrica, Thailandia, Uruguay, Venezuela, Zambia

L'automobile divenne mitica protagonista di molti film, soprattutto italiani ed ancor più in quelli relativi all'unione sovietica. In vari film di James Bond, oppure ad esempio in GORKY PARK, la 124 compare sempre come simbolo della motorizzazione di massa comunista, anche se di comunista, questa paladina della globalizzazione economica, ha veramente poco..

mercoledì 16 aprile 2014

ALFA ROMEO ALFETTA
UN MITO CHE NON CIRCOLA PIÙ



Nel 1972 vide la luce un automobile che andó a rappresentare piú di qualsiasi altro modello il design e la tecnologia italiana. Si tratta della mitica ALFETTA.

Nata come figlia dalle mitiche GIULIA e 2000 segnó profondamente il panorama automobilistico italiano degli anni settanta.  Era un automobile eccezionale, soprattutto il modello 1800, da 110 cavalli, riuniva in se tutte le qualitá necessarie per farla assurgere al podio di automobile perfetta.

I carabinieri, la polizia, ma anche privati e famiglie adottarono l'ALFETTA non solo come validissimo mezzo di trasporto, bensí come status symbol e soprattutto come espressione di stile.

I film poliziotteschi abbondavano di alfette, usate sia dalle "guardie" che dai "ladri".
Il mito prosegue ancora oggi nei ranghi delle forze dell'ordine, dove vengono tutt'ora chiamate "ALFETTA" le auto da pattuglia, anche se non sono piú Alfa Romeo, o come minimo delle 156 o 159..

A livello tecnico l'ALFETTA eccelleva per il fatto che montava il "ponte De Dion", nonché per l'intelligentissimo sistema antislittamento concepito come segue:

Essendo il mezzo a trazione posteriore subiva ovviamente il tipico scarto di coda in curva. Per ovviare a tale pericolo, l'Alfa Romeo ricorse ad un espediente unico e d'avanguardia. Data l'impossibilitá di sviluppare sistemi elettronici di antislittamento, le ruote posteriori, trainanti, vennero disposte in maniera tale, che essendo leggermente piú vicine, unite da un asse piú corto rispetto a quello anterionre, impedivano la perdita di controllo su neve, ghiaccio o semplicemente acqua. Il fatto di portare l'intero meccanismo di cambio al di sotto dei sedili posteriori appesantiva l'intero asse posteriore, ottimizzando in maniera sensibile la tenuta di strade in suddette condizioni del manto stradale.

La velocitá massima della 1800 superava i 180 km/h, giungendo anche ai 200 sforzando abilmente i pedali.

Per la cronaca, l'estetica del mezzo fu adattata ai tempi nel 1975, quando venne aggiunto uno scudetto piú largo. Tale "lifting" estetico diede alle ALFETTE prodotte da allora in poi il soprannome "NASONA", a causa del "NASO" ingrossato.

Esisteva anche un modello base, meno costoso, a soli due fari circolari. La 1600 prodotta sin dalla prima serie. Allestimenti meno completi e qualche semplificazione delle rifiniture ne contraddistinguevano la semplicitá forzata, oggi piuttosto ricercata tra i collezionisti.


Oggi questo mito rimane nella memoria di molti, ma quasi come per incanto l'ALFETTA é praticamente scomparsa dalle nostre strade. Sembra impossibile, ma nemmeno le aziende che producono modellini se ne ricordano piú. Eppure era una delle poche auto italiane esportate con successo negli U.S.A. (sotto il nome Alfa Romeo SPORT SEDAN)

Tra gli appassionati del marchio c'é tuttavia chi non si é dimenticato della vecchia signora e conserva gelosamente in garage ció che rimane di un automobile italiana tra le piú eccelse mai prodotte.

Il consiglio piú valido da dare a chi ancora ne possiede una, é quello di ristrutturarla e di darle una nuova vita, sia per il valore che certamente nei prossimi anni decollerá, sia per rendere onore ad uno di quei radiosi esempi di eccellenza che la nostra industria ed il nostro design hanno saputo regalare al mondo.

martedì 1 aprile 2014

                         MI - 10  e  MI -12
              i due insetti giganti dell URSS

MIL MI - 10       LA GRU VOLANTE


Presentato per la prima volta alla parata aerea di Tushino nel 1961, in occasione della "Giornata delle Forze Aeree Sovietiche", l'elicottero MI - 10 é un gigante dell'aria, sebbene il suo "fratello maggiore"
MI - 12 sia passato alla storia come l'elicottero piú grande mai costruito.

L'utilitá principale del MI - 10, era, come dice anche il suo soprannome, quello di GRU VOLANTE.
Durante la parata sollevó un autobus e se lo portó via, nonché un intera villetta.

                        
 
 Sollevato da un rotore a cinque pale e con un peso massimo al decollo di oltre 43 tonnellate, il MI - 10, denominato anche izdeliye 60” (articolo 60) stupí il mondo per le sue dimensioni e per l'enorme capacitá di carico.

Fu realizzato negli stabilimenti di Rostov sul Don ed era propulso da due turbine Soloviev D-25V,
ognuna capace di erogare 4100 chilowatt e di spingere l'insetto gigante sino alla velocitá di 204 km/h.
Il 23 settembre 1961 dal pilota G. Alferow  venne operato un test esaustivo del mezzo che lo portó a battere un record al limite dell'incredibile. L'elicottero raggiunse i 2.300 metri di altitudine sopra il suolo avendo caricato un peso di 15.000 kg.


Il carico, ad esempio un autobus oppure un container speciale (capace di accogliere fino a 128 persone), doveva semplicemente essere manovrato al di sotto del gigante. A questo punto veniva agganciato da una serie di bracci meccanici per permettere di sollevarlo in sicurezza.

Dal 1964 al 1969 vennero costruiti 63 esemplari del MI - 10, i quali vennero soprattutto utilizzati in territori fuori mano dell'unione sovietica per la costruzione edilizia e per le grandi opere.

Altri modelli vennero impiegati in campo militare, tra i quali un elicottero provvisto di sistemi di disturbo radio.

Nella sua mostruosa enormitá fu superato, pare incredibile, ALLA GRANDE dal fratello maggiore, l'elicottero piú grande mai costruito dall'umanitá. Il titanico:



MIL MI - 12     IL PIÙ GRANDE ELICOTTERO MAI COSTRUITO

                          


Questo enorme velivolo fu costruito a metá degli anni 60 dall'ufficio di progettazione sovietico MIL, alla periferia di mosca. Sollevó alla prima prova di volo 44.000 per un altitudine di 2.300 metri sopra il livello del mare, pesando a vuoto oltre 105 tonnellate.

Il rumore assordante e lo spostamento dell'aria operato dalle gigantesche pale provocava un letterale terremoto attorno al luogo di decollo/atterraggio.

Sfrutta un sistema multirotore coassiale. Le eliche girano in senso contrario l'una all'altra, risparmiando cosí l'utilizzo di un rotore anticoppia di coda per stabilizzare il volo dell'elicottero.
Il rumore assordante e lo spostamento dell'aria operato dalle gigantesche pale provocava un letterale terremoto attorno al luogo di decollo/atterraggio. 

Venne costruito in soli due esemplari, Il primo dei due, si schiantó al suolo nel 1968.

File:Mil Mi-12 aug 2008 2.jpgLe due turbine Soloviev - D25 FV consentirono una velocitá di crociera di 240 km/h (max 260) ed un raggio d'azione di 1.000 km, sviluppando 4 × 4 847 KW.


Oggi questo palazzo volante é esposto oggi all'aeroporto di MONINO, a circa 40 km da Mosca.
 




"Forse é stata solamente mania di grandezza, forse solamente il bisogno di surclassare anche in termini di propaganda gli Stati Uniti durante la guerra fredda. Resta il fatto che l'eco roboante delle pale di questi due mostri dell'aria riecheggia nell'eternitá, impressionando chiunque si avvicini ad uno di questi due insetti."















  

giovedì 27 marzo 2014

        Case automobilistiche particolari

        per chi vuole distinguersi in un mondo stereotipato


File:Bitter Vero Dra.jpgLe conosciamo tutte, le vediamo ogni giorno, le guidiamo. E, soprattutto chi si ricorda dei vecchi tempi in cui ogni marca aveva una chiara ed inequivocabile personalitá, oggi rimane spesso un po deluso dal modo in cui si somigliano le auto di oggigiorno.

Pochi conoscono marche automobilistiche che, ok, non sempre producono mezzi stilisticamente fuori dal coro, ma come minimo colpiscono perché pochi le hanno mai viste circolare o, come minimo ne hanno sentito parlare.

Dall'invenzione dell'automobile sono state disegnate innumerevoli auto, delle piú disparate marche. Molte di queste marche sono scomparse nel tempo, altre, poche, sono assurte a miti incancellabili, mentre altre vivono nella piú totale oscuritá mediatica.

Vogliamo qui rivelarne l'esistenza al lettore che intende distinguersi nel mare di macchine "standard"


                                                     Logo von Bitter Automobile
           
Ad esempio la BITTER, casa automobilistica tedesca (nella foto in alto la BITTER VERO) dal 1971 produce automobili. Il fondatore, Erich Bitter, dapprima era attivo come importatore di veicoli Abarth. Fino al 1986 la marca produsse svariate auto sportive, tra cui la BITTER DIPLOMAT.
Piú tardi, nel 2003 spiccó con la BITTER CD 2 su base HOLDEN MONARO ed oggi viene prodotta la BITTER INSIGNIA, su base OPEL.



File:Bitter CD 2.jpg
Bitter CD-2 presentata nel 2003
   
                                                              


Pochi inoltre conoscono la britannica VAUXHALL, marchio del gruppo GM, il quale costruisce automobili piú o meno identiche alla OPEL.

150ppx                                                        


Questa marca puó guardare indietro su oltre 100 anni di esistenza. Infatti la prima Vauxhall lasció gli stabilimenti nel 1903. Successivamente vennero prodotti automezzi come la VAUXHALL D (1937) o la VIKTOR, 1957 (nella foto)

File:Vauxhall Victor FA ca 1958.jpgL'associazione con General Motors ha fatto sí che le VAUXHALL sono dell costruzioni su licenza delle tedesche OPEL, infatti esistono tutti i modelli, oggi denominati in maniera identica, come VAUXHALL AGILA, VECTRA, ASTRA ed anche la piccola ADAM

Costruite rigorosamente per il mercato britannico, con guida a destra, hanno tuttavia un creto fascino di originalitá. Alcuni dettagli sono personalizzati, oltre al logo e la serie sportiva VXR é davvero ben curata e resa unica da un estetica VAUXHALL ridisegnata allo scopo.


       
Oggi la VAUXHALL, oltre a vari modelli OPEL prodotti su licenza,ha in listino la potente VXR-8,

VXR8 GTS front viewVXR8 GTS, rear view





 Quasi alla totale insaputa dell'automobilista italiano, in Malaysia dal 1983 vengono prodotte automobili sotto il marchio PROTON.
                                                            Logo

Questa azienda costruisce anche altri macchinari, tra cui elicotteri. Nel 1989 inizió ad esportare modelli Mitsubishi modificati in Inghilterra, sotto lo sogan "Japanese Technology, Malaysian Style". Pochi anni fa spiccó per la costruzione di un modello per fedeli islamici, con tanto di bussola che indicasse costantemente la mecca.

Dal 2011 é in produzione la PROTON SAGA, alla quale é stato assegnato da FROST & SULLIVAN il premio di miglior veicolo per trasporto persone.

L'ultima arrivata in casa PROTON é la SUPRIMA S (nella foto), dal design accattivante e segno di una volontá abbastanza sviluppata di scalare le classifiche anche estere.



In Australia invece, oltre ai canguri, c'é anche la HOLDEN. Questa marca produce automobili diffusissime sull'continente/isola.

                                                        Logo

Storicamente associata a GM, anche la HOLDEN ha prodotto numerosi esemplari praticamente identici alle OPEL, tra cui la HOLDEN TORANA degli anni 70.
Negli anni il marchio ha prodotto diversi modelli, ma soprattutto la COMMODORE; in uso anche tra le forze di polizia australiane

File:2004-2005 Holden VZ Monaro CV8 coupe 01.jpgIl 2001 vide il lancio della MONARO, un auto commercializzata negli Stati Uniti d'America come PONTIAC
                                    

                

                   
     
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fd/2008_Commodore_SS_V8_02.jpg
Da menzionare la COMMODORE VE (versione sportiva), disponibile in versione Berlina ed anche UTILITY (denominata HOLDEN UTE), un tipo di automobili particolare diffuso in Australia. Al pubblico di questo paese sono infatti da sempre graditissime BERLINE/PICK UP.Forse ció é dovuto alle enormi distanze da percorrere ed al carattere rurale di molte realtá australiane.




Infine,  il marchio GILLET, Belga, produce Supercar di tutto rispetto. La Veritgo 5.5 (da 0 a 100 in 3.1 secondi) é un automobile veramente speciale. La casa si definisce un istituzione artistica ed il design di questa automobile lo conferma certamente. Durante la fase di acquisto, al cliente é concesso di personalizzare praticamente ogni dettaglio.


                                                
                                         
                                      
Il fondatore dell'azienda, Tony Gillet, fu  per piú anni campione di gare hill-climb, nonché partecipó diverse volte alla gara Parigi - Dakar. Fu importatore di veicoli Donkervoort, per poi dare vita al proprio marchio.


A chi dopo questo breve tragitto per marche automobilistiche poco conosciute fosse venuta voglia di distinguersi, puó approfondire l'argomento visitando i vari siti delle case elencate:



           

BITTER :  www.bitter-automotive.de
VAUXHALL : www. vauxhall.co.uk
PROTON : www.proton.co.uk
GILLET : www.gilletvertigo.com


Considerando che al mondo esistono anche una miriade di altre marche veramente interessanti, la ricerca sulla rete potrá protrarsi per molto tempo. Tuttavia chi intende GUIDARE FUORI DAL CORO e non intende acquistare un auto d'epoca, troverá di certo una casa automobilistica particolare che fa per lui !