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domenica 7 dicembre 2014

PALERMO SICURA 
oppure 
"LA STATISTICA NON VALE PER IL SINGOLO"



In una recente "missione" di lavoro nel capoluogo siciliano, ho avuto modo di riflettere su di alcuni fattori che influenzano le menti della buona maggioranza della popolazione. Il fatto di affidarsi alla statistica, infatti, rappresenta spesso un grande ed ingenuo errore di valutazione. 

Sono i soliti pignoli, matematici per religione, che ritengono che se l'ISTAT decreta che una cittá sia pericolosa, allora quell'informazione significhi al cento per cento che in quella cittá verranno derubati, salvo poi venir scippati in vacanza a Kopenhagen.

Infatti mentre attendo l'imbarco in aeroporto, a Bergamo, sento molti personaggi preoccuparsi della sicurezza che temono di non incontrare una volta atterrati a Palermo. 

È in quel momento che fiuto un'occasione interessante. Voglio mettere alla prova questo stereotipo. Voglio girare a Palermo di notte, a piedi, tra vicoli nascosti e sul lungomare. Voglio chiedere la ricevuta al ristorante e fotografare un po in giro, per poi scrivere un articolo sulla realtá che ho incontrato.

Bene, questo é l'articolo. la ricevuta ce l'ho in tasca ed il ricordo di questa bellissima cittá rimane indelebile nella mia memoria. 


In fase di atterraggio la sicurezza é invece pari a zero:  l'aereo approccia fortemente inclinato la pista di Punta Raisi, qualcosa deve essere andato storto, la gente urla. Vedo l'ala destra che sfiora il bordopista, in un balzo incredibile il pilota corregge la posizione e con un botto infernale l'airbus tocca terra nella peggior maniera che io abbia mai vissuto. 

Considerando che questa situazione potenzialmente letale é avvenuta prima di toccare terra siciliana e per giunta per opera di una nota compagnia aerea irlandese.. sorvolo per quanto possibile sull'accaduto e mentre la gente trema ancora inizio a godermi il nuovo aeroporto di Palermo (veramente una bella costruzione moderna) ed il viaggio in Taxi (non é il carretto della foto) verso il centro. 




Osservo passare accanto alla strada una serie di edifici curati, molto belli, mentre vedo spuntare il mio albergo, in piazza politeama. Notato che l'albergo stupisce per pulizia e curatezza del dettaglio, e che il giorno dopo mi attende del lavoro particolarmente impegnativo, non esito e parto per la mia esplorazione in solitaria di questa misteriosa cittá.


A piedi giungo sul lungomare, dapprima dietro al porto e successivamente sempre avanti, sino alla "cala". per arrivare al lungomare attraverso un quartiere dalle vie strette, vedo gente silenziosa seduta davanti alle case, ma nulla di particolarmente strano. Profumi inebrianti di soffritti di ogni genere giungono al mio olfatto dalle finestre delle case. 



Da qui, comunque il mio percorso mi porta di nuovo verso il centro dove colpito dalla luciditá pulita delle strade mi dirigo verso la stazione. Qui la cittá mostra una brutta immagine. Come tutte le cittá del resto. Tuttavvia ci passo tranquillamente davanti ed intorno,  non riuscendo comunque ne ad essere scippato, aggredito, o molestato in alcuna maniera. 




Cammino, cammino, intanto si fa buio. Riesco ancora a fotografare la bellezza di certi edifici e parchi cittadini, finché un inevitabile ed idilliaco aperitivo seguito da una FANTASTICA pepata di cozze mi costringe a rendermi conto che questa é una cittá che fa per me. 





Le persone sono molto educate e piuttosto silenziose. I camerieri sanno tutti l'inglese e per chi non ci credesse: la gente porta il casco e si ferma con il rosso.

Mentre passeggio verso l'albergo nel buio pesto delle vie di Palermo, soffia ancora quel caldo umido vento di mare che sa di sale,  penso a quanta ignoranza venga generata da statistiche e media vari che inducono immagini completamente distorte del Sud d'Italia, il quale pur non essendo il luogo piu "sicuro" al mondo, in questa sua (oserei dire) "capitale", mi ha accolto offrendomi totale PIACERE.

Scelgo l'ultima stradina, appositamente quella piú buia, per tornare in piazza Politeama. Dietro a me un auto rallenta e prosegue a passo d'uomo. Mi "segue" per un po. Non faccio in tempo ad immaginarmi qualche strano approccio indesiderato quando una ragazza corre dietro alla macchina, la ferma, saluta, e sale per poi partire chissaddove col fidanzatino...

Evidentemente questo aveva mancato l'indirizzo al primo appuntamento.... esattamente come i nostri amici pignoli e statisticomani mancano direttamente il PRIMO APPUNTAMENTO per paura di qualcosa che non sanno nemmeno loro.

Palermo. Una cittá meravigliosa. 



Gian-Carlo Evangelisti


 

 

domenica 21 settembre 2014

ZURIGO
COSA FARE SE CI CAPITATE PER LAVORO

Svizzera – Bandiera


Recentemente il mio lavoro mi ha portato nella cittá di Zurigo, in Svizzera. La mia permanenza si é protratta per circa una settimana e, nonostante l'attivitá lavorativa piuttosto intensa, ho sempre approffittato dei momenti liberi per esplorare questa bella cittá, che, giusto per informazione, NON È la capitale della Svizzera. (Moltissimi fanno infatti questo errore, ignorando che la Svizzera ufficialmente NON HA una capitale, anche se DE FACTO questo ruolo spetta alla cittá di Berna. La cittá, tuttavia, é la piú grande della Svizzera intera. Pur contando ufficialmente "solo" 400.000 abitanti, in realtá, contando tutta l'area urbana, ne abbraccia circa un milione e mezzo. Arrivo in treno dall'Austria e lo spettacolo che offre il lago di Zurigo accanto ai binari mi affascina non poco. Piccole casette con porticciolo privato si alternano a ville e piccoli centri urbani molto curati e suggestivi. Il lago é solcato dalle tipiche navi svizzere in stile novecentesco, bianche, e recanti un gigantesco drappello elvetico.



L'arrivo alla stazione centrale (Hauptbahnhof) é in realtá l'arrivo in un gigantesco centro commerciale supermoderno. Procedo a bordo della S-BAHN verso DIETIKON, poi ancora verso WIDEN. Qui prendo una camera in un bellissimo Hotel di campagna, a circa 20 km dal centro. La cosa divertente é che, appena fuori dalla cittá, l'impressione é di trovarsi in una campagna che nulla ha a che vedere con un agglomerato urbano delle dimensioni di Zurigo. In ogni caso, l'albergo si trova esattamente di fronte ad una fermata della s-bahn, la quale mi porta all'occorenza al centro della cittá. I trenini sono nuovissimi e puntualissimi, muniti di wifi gratuito. Ogni 15 minuti una partenza.

Pertanto alla sera, una volta terminato il lavoro, mi precipito alla stazioncina e mi "getto nella metropoli.

Le serate estive a Zurigo sono piuttosto suggestive, la cittá si presenta come un mix tra architettura tedesca e fascino parigino. Il fiume che si getta nel lago di Zurigo é solcato da battelli turistici che passano sotto i ponti, proprio come a Parigi. Sul lungolago e nei numerosi locali, tra i quali anche alcuni suggestivi bar-ristoranti su palafitte, tantissimi giovani e meno giovani si godono un piacevole aperitivo e qualche prelibatezza svizzera o internazionale, nonostante i prezzi. 

 

Zurigo é infatti la cittá PIÙ CARA DELLA TERRA. Un caffé in centro costa 5 Franchi, l'equivalente di 4 Euro e 60 centesimi. Pertanto si raccomanda a chiunque vi si avventuri di non farlo trovandosi privo di finanze. Ogni cosa é talmente costosa che facilmente una serata vissuta in modo non eccessivamente lussuoso risucchia 200 Euro. 


La cosa non mi ferma e dopo una lunga passeggiata esplorativa tra i tipici tram bianco-blu e le chiese appuntite ed ovviamente il duomo GROSSMÜNSTER. Mi fermo a prendere una birra e scopro la fantastica FELDSCHLÖSSCHEN. 

Proseguo lungo le vie del centro storico e ammiro le stranezze esposte in certe vetrine. Ad esempio mi colpisce un negozio che vende bastoni da passeggio con SIGARO incorporato. Non di meno rimango stupito da una cassetta delle poste la quale reca la scritta "LEVATA AD OGNI LUNA VUOTA" .... non ha molto senso e sembra uno scherzo, ma a quanto pare non lo é....

Mi fermo in una locanda tipica svizzera e faccio onore al piatto nazionale di questo bel paese. LA FONDUTA ! Con slancio la cameriera mi serve un fornello fiammante con in cima un bel pentolino bollente contenente formaggio fuso, funghi e prosciutto. Segue il ZÜRCHER GESCHNETZELTES MIT RÖSTI, uno spezzatino con panna e funghi corredato da due croccanti piastrine di RÖSTI. Divertente anche la saliera che contiene, oltre a sale e pepe il mitico barattolino della polverina AROMAT ed una bottiglietta di insaporitore KNORR liquido. Ne abuso spudoratamente e me ne vanto non poco. 



Tornando verso la stazione lungo il fiume, ormai le luci della notte si sono accese e sui tetti dei palazzi sono comparse le classiche scritte pubblicitarie antiche illuminate, tra le quali spicca quella della CAMPARI....


Riprendo il treno, domani mi aspetta un altra giornata impegnativa, ma una serata cosí resetta in poche ore lo stress di una settimana. 

GRÜEZI !
 

venerdì 15 agosto 2014

REPORTAGE

MOLDAVIA
 VIAGGIO NEL GIARDINO DEI VINI


Un monumento della Lupa di Roma, recante la scritta "Da Roma veniamo" orna l'ingresso del museo di storia nazionale di Chisinau, capitale della Moldavia, o meglio REPUBBLICA DI MOLDOVA.



Questo paese di lingua latina il quale era inglobato fino al 1991 nell'unione sovietica sotto il nome di RSSM (Republica Sovietică Socialistă Moldovenească) ha issato il suo tricolore dopo la caduta dell'impero rosso, sottolineando la propria appartenenza alla sfera linguistico-culturale romanza.

simbolo dell' RSSM sino al 1991
La particolare storia di questa nazione europea é stata attraversata da eventi bellici di ogni genere, dalle invasioni ottomane respinte dall'eroe nazionale STEFAN CEL MARE, meglio noto come Stefano il Grande, alla seconda guerra mondiale, durante la quale sulla linea JASSY-KISHINEV l'armata rossa veniva affrontata in sanguinosi combattimenti dall'esercito tedesco-romeno di Hitler ed Antonescu e non ultima la guerra di Transnistria la quale nel 1992 ha siglato il distacco, informale ma effettivo del pezzo di Moldavia che si estende oltre il fiume Nistro.

Oggi regna la pace e la Moldavia mira all'ingresso in E.U., anche se parte della popolazione preferirebbe mantenere lo status quo all'interno degli stati post sovietici del GUS. Un altra parte, inoltre, desidera l'annessione alla Romania, vista da molti come "terra madre" (tara mama). 

Il mio viaggio comincia in un torrido giorno d'agosto sulla pista dell'aeroporto di Verona. Il mio volo per Chisinau é pieno di Moldavi. Sono l'unico italiano a bordo, almeno a quanto riesco a capire. L'aereo di Air Moldova, un EMBRAER di fabbricazione brasiliana si innalza nei cieli veneti, poi vira sopra il golfo di Venezia e mentre mi viene offerta una PLACINTE CU BRANZA, una specialitá particolare moldava, sotto di me immagino passare l'ex-Yugoslavia, la Bulgaria, la Romania. Quando l'aereo inizia a scendere di quota e le nuvole si diradano, sotto di me compare un paesaggio incantevole, fatto di immensi boschi, colline, e piccoli paesini dai tetti appuntiti rossi. Il tutto ornato da un meraviglioso tramonto rosaceo che completa la scala cromatica on il suo calore armonico. Poco prima dell'atterraggio noto la pista dell'aeroporto composta da blocchi di cemento quadrati, un vecchio sistema utilizzato nell'unione sovietica. In effetti l'atterraggio é tutt'altro che morbido e l'aereo saltella verso il gate. La cosa mi diverte e fremo dall'idea che da lí a poco scopriró una cittá completamente sconosciuta, dal fascino del tutto particolare. Infatti la cittá é detta anche la "cittá piú verde d'europa", anche per il fatto che tra i suoi infiniti blocchi abitativi esistono dei giganteschi parchi, i quali fanno dimentaicare completamente il fatto di trovarsi in una metropoli. 

  L'aereoporto é molto moderno e curato, il personale gentile. Ottengo un timbro d'ingresso, mentre leggo accanto alla cabina nella quale l'agente della POLITIA scruta con attenzione la foto sul mio passaporto: "Chiunque tenta di corrompere un funzionario dello stato rischia la reclusione fino a 6 anni". La cosa mi fa pensare che esiste una forte volontá di questo popolo di creare ed implementare una societá che non tollera l'illegalitá, volgendo rapidamente verso un futuro moderno e sicuro. 

Una volta uscito dall'aeroporto salgo su di un taxi, il quale sulla lungissima superstrada che conduce al centro mi trasporta in un mondo nuovo, che mi affascina in modo non indifferente. Due grattacieli bianchi disposti a forma di "portone" mi danno il loro benvenuto a 25 piani, costeggiando da entrambi i lati la strada. Si tratta dei "portile orasului", un "gigante architettonico URSS", cosruito nel 1977 ed inteso come simbolo della nuova Chisinau, nella quale era appena stato completato il nuovo quartiere  di BOTANICA. 

Da lí fino al centro si snoda l'immenso Boulevard Dacia, una strada urbana a sei corsie, lungo la quale abbondano blocchi abitativi di medesima fattura comunista. Il fatto interessante é che queste costruzioni si stano modernizzando, nel senso che vengono rinnovate dalla base e dall'interno. Sono gli inquilini con i loro appartamenti rifatti in stile moderno, e chiaramente i bar, i ristoranti ed i numerosi negozi nuovi al piano terra di questi palazzi che lentamente li trasformano e li ristrutturano Qualcosa mi dice che tra qualche decennio questo processo fará apparire la cittá in una luce forse anche piú moderna di quelle che siamo abituati a vedere nel nostro ormai statico ovest. 





Per ora l'impressione piú profonda che si ha avventurandosi per la prima volta all'interno di Chisinau é quella di un affascinante mix di epoche. Stanno scomparendo le vecchie Lada dalle strade, anche se tuttavia ancora presenti (in particolare la famosa "Zhigulí", versione sovietica della nostra vechia FIAT 124), mentre molti Moldavi guidano ormai auto di grossa cilindrata oppure utilitarie nuove. Le strade sono allo stesso tempo un "mix" di tempi ed epoche. Mentre alcune, soprattutto nei sobborghi meno trafficati, presentano gli inevitabili segni del tempo, altre sono nuove e prive di imperfezioni. La gente segue scrupolosamente le indicazioni dei semafori, anche pedonali. Inoltre sono garantiti dei sottopassaggi per permettere di attraversare i larghi vialoni che attraversano il panorama
urbano. 

Da rifare certamente molti marciapiedi le cui piastrelle spesso sono sradicate o sprofondate. Giungendo verso il centro il boulevard attraversa un infinito ponte e lo scenario cambia nuovamente. Sulla sinistra spicca il centro commerciale "MALLDOVA", il quale non ha di certo nulla di invidiare a quelli che si vedono in giro per l'Europa occidentale. Anche lo SKYTOWER Business-center, edificio di costruzione eccentrica e moderna saluta il visitatore con un architettura accattivante e futuristica.


 L'offerta di prodotti nei vari supermercati, spesso aperti 24h su 24, é impressionante ed in parte supera anche ampiamente le migliori aspettative. Prodotti di ogni tipo e provenienza, da entrambe le sfere economiche, occidentali ed orientali, arricchiscono l'avventura di chi decide di passare del tempo tra i lunghi scaffali di supermercati come ad esempio il fornitissimo "Nr.1", catena di complessi commerciali certamente all'avanguardia. Inoltre sotto ogni gruppo di palazzi, in ogni qualtiere della cittá, spiccano chioschi e piccoli rivenditori di alimentari, come altre attivitá (calzolai, saloni di bellezza, parrucchieri). Un altra cosa interessante inoltre sono le numerose cliniche private, centri di diagnosi e studi dentistici, che formano parte integrante di quasi ogni rione. 

Il vecchio HOTEL COSMOS, costruito dall'agenzia turistica sovietica INTURIST negli anni 70, ormai é vuoto, verrá ristrutturato. L'unica forma di ristrutturazione esteriore che mostra ad oggi, é quella grazie alla quale poco dopo l'ottenimento dell'indipendenza della Moldavia, la vecchia scritta cirillica "космос" é stata sostituita con una versione identica, seppur in alfabeto latino. Questo tipo di Hotel era molto comune in tutte le capitali dell'URSS. Ne esistono "gemelli" (seppur di fattura estetica leggermente differente) da Tallinn, in Estonia, a Tbilisi in Georgia, sino a Murmansk, dove l'Hotel "Artic" ospitava ufficiali sommergibilisti ed altri visitatori, piú o meno turistici.  

   
Nel centro storico della cittá si apre agli occhi un grosso complesso di parchi, tra i quali il parco Stefan Cel Mare, é certamente il piú incantevole. Costruito nel 1818 da un gruppo di ingegneri militari ed inizialmente denominato "parco Pushkin", cela al suo centro una bellissima fontana dagli innumerevoli zampilli d'acqua nonché le statue di Stefano il Grande, Pushkin, e di molti altri notabili dell'epoca della sua costruzione. Il parco é circondato da una lunga ringhiera in ferro battuto fabbricata ad Odessa nel 1863, su suggerimento dell'architetto Alexander Bernardazzi, autore italo-svizzero di diverse altre opere architettoniche in cittá, come ad esempio il palazzo comunale. In centro troviamo inoltre il palazzo del parlamento e l'arco di trionfo, costruito nel 1841, nonché il teatro cittadino.  Una serie di Bar dall'atmosfera molto piacevole sono presenti in questa zona, per soddisfare il desiderio di relax dopo una lunga camminata per le vie di questa bella cittá.





Da non trascurare, infine le diverse chiese presenti a Chisinau. Quella di san Teodoro Tiron assurge tra queste ad uno dei simboli chiave della cittá, colpendo con il suo colore azzurro intenso, nonché attraverso il folgorante luccichio delle sue cupole dorate. 

Si tratta in questo caso di una chiesa ortodossa, ma la cittá offre numerosi altri luoghi di culto, ovviamente anche cattolici. Frequenti tra le strade di Chisinau sono le coppie di sposi, che solitamente immortalano il giorno piú bello della loro vita
proprio tra il verde dei parchi cittadini, oppure davanti alle chiese nelle quali si giurano eterna fedeltá. (Ad uno di questi matrimoni sono stato fortunatamente invitato ed ho potuto ammirare la profonda dedizione alle tradizioni di questo popolo. Balli tradizionali e banchetti a dir poco infiniti hanno accompagnato gli sposi nella loro festa, mentre i duecento ospiti festeggiavano in maniera allegra ma mai esagerata, sempre all'insegna di un elegante e gioioso stare insieme).


La stazione ferroviaria (GARA DE TRENURI) é una pulitissima e ripitturata costruzione, che al suo interno cela un piccolo monumento, da non perdere. La vecchia locomotiva classe "S/M" degli anni 40, opportunamente ristrutturata e ripitturata reca una targa in memoria dei lavoratori che hanno edificato la rete ferroviaria e rende l'immagine della stazione ancora piú interessante. Al di fuori della stazione, persone di vario genere vendono in un gigantesco mercatino oggetti di ogni genere sicuramenteo interessanti per chi desidera scovare oggettistica antica, come ad esempio vecchie macchine fotografiche, libri, od altro. Certamente l'immagine di questo grande mercatino improvvisato non é di grande gradimento della pubblica amministrazione, la quale ha proposto piú volte di spostare i vari venditori in una struttura fissa, tuttavia senza successo. 


Su di una grossa superstrada dunque, mi dirigo verso la cantina di vini sotterranea piú grande del mondo, finita nel 2007 nel libro guinnes dei primati. Si tratta del combinato vinicolo sotterraneo di Milesti Mici, dove 200 chilometri di gallerie scavate nella pietra nascondono all'incirca un millione di bottiglie di vino, nonché un infinitá di botti. Al centro di questo labirinto, creato dagli scavi per la costruzione del quartiere Botanica negli anni 60, si trova una grande sala di degustazione, dove oltre agli ottimi piatti nazionali moldavi vengono offerti tre litri di vino di diversa qualitá. 
                              
Fuori dalla cantina, due originali fontane, dalle quali sgorga "vino rosso e bianco" rappresentano la pressoché infinita quantitá di vino che la Moldavia puó produrre, mentre all'interno delle gallerie, cartelli stradali e nomi delle "vie" tipo "strada chardonnay" rendono questo luogo unico al mondo

La Moldavia non ha solo una di queste gallerie enormi, bensí, ha dichiarato come patrimonio nazionale anche un altra cantina chilometrica, quella di CRICOVA. Anche questa gigantesca cava é attraversabile sottoterra in automobile, passando accanto ad infinite file di botti e bottiglie, tra cartelli stradali ed adirittura semafori. Questa cantina é nota anche per il fatto che Yuri Gagarin, dopo il suo volo nello spazio, sia stato portato qui per festeggiare la riuscita della sua missione epocale. Ai tempi dell'unione sovietica infatti, la Moldavia era, assieme alla Georgia, uno dei maggiori produttori di vino e riforniva tutte le 15 repubbliche CCCP, oltre ai vari stati satellite.

Una futura maggiore liberalizzazione del commercio e la progressiva apertura verso l'UE permetterá a questi vini, assolutamente fantastici di essere esportati in massa , andando certamente ad arricchire il panorama enologico mondiale.


Un piccolo consiglio per chi ama esplorare: 




La campagna moldava cela, oltre ai vigneti... una serie di monasteri, come quello di ORHEI VECHE, costruito su di un CANYON scavato dal fiume, e circondato da antiche caverne, usate in tempi lontani dai piú vari "inquilini". Qui si rifugió addirittura l'ORDA D'ORO di GENGIS KHAN. 








Va menzionata inoltre la cucina moldava. Le zuppe, tra le quali la ZAMA, una minestra di verdure con pollo e piccole tagliatelle (TAIATEI), oppure la CIORBA DE LEGUME, sono assolutamente deliziose. Ottime le SARMALE, involtini di risotto coperti da foglie di vite o di capucci. La polenta locale, MAMALIGA, viene servita con piatti di carne gustosissimi, ed insaporita dalla BRANZA, un tipico formaggio locale, simile alla FETA greca. Vi sono inoltre i COLTUNASI, (ravioli ripieni) e naturalmente la PLACINTE, una specie morbida di "pasta a sfoglia", ripiena con le piú svariate prelibatezze. Sempre presente, sia nelle zuppe, che nelle altre ricette, é l'impareggiabile SMANTANA, una panna acida molto delicata che equilibria il gusto forte dei piatti attraverso la sua freschezza squisita.



Gustare queste specialitá in locande caratteristiche dai tavoli di legno ed i tetti in paglia, magari inserite in scure e suggestive foreste, fa letteralmente rivivere i sensi. A me ció é capitato nella locanda della riserva naturale "CODRU", uno stupendo bosco che ospita infinite specie di animali, e come si vede, anche le simpatiche statue dei "HAIDUCII", i caratteristici briganti dei tempi antichi. Nel mio caso mi hanno anche offerto una buona birra e suggerito di scrivere questo lungo ma appassionato articolo.................. 



                                              Moldavia, un posto indimenticabile.

                                                  GIANCARLO EVANGELISTI








   











 





lunedì 21 luglio 2014

I MARI DI GERMANIA 
MERAVIGLIE UNICHE DA SCOPRIRE

Germania – Bandiera



Mentre molti immaginano la Germania come un luogo freddo, grigio, colorato solamente dai vestiti tradizionali dell'Oktoberfest, questo articolo Vi indurrá a buttare un occhio sulla sua stupenda zona marittima, unica nel suo genere e certamente degnissima di piú di qualche visita. Un mare nemmeno particolarmente freddo, alte e bianche scogliere nonché piccoli villaggi incantati di pescatori fanno di queste coste una meta turistica che nulla ha da invidiare a quelle nostrane. Considerando poi cittá portuali importantissime, come ad esempio Amburgo (porto non commerciale piú grande d'Europa), Bremerhaven, (primaria testa di ponte per i trasporti oltreoceano), Rostock nel mare Baltico e Kiel, ci si rende presto conto che, contrariamente all'immaginario comune, la Germania é una vera e propria nazione marittima, come lo é l'Italia.     

Un fattore interessante, é che in Germania il mare continua e si interfaccia con i fiumi. Un intricato sistema di canali e chiuse permette un attraversamento navale dell'intera Nazione, dal Lago di Costanza nelle Alpi, sino al Porto di Emden o addirittura Rotterdam. È l'unico caso questo, in cui un passegero puó essere trasportato oltreoceano imbarcandosi IN MONTAGNA !

La Germania possiede circa 2.400 chilometri di costa. Ad ovest é bagnata dal MARE DEL NORD, denominato NORDSEE, mentre ad est dal MAR BALTICO, denominato OSTSEE

A partire dalla riunificazione delle due Germanie nel 1989 si sono aggiunti tratti notevoli di costa a quelli appartenenti alla vecchia Repubblica Federale Tedesca. Questi tratti, da Kiel all'isola di Usedom, hanno arricchito notevolmente il potenziale sia turistico che commerciale del paese.



Occupiamoci ora nel dettaglio dei due mari tedeschi:




IL MARE DEL NORD 

(NORDSEE)






Questo braccio dell'oceano atlantico é famoso per una particolaritá. Ad una certa ora l'acqua si ritira dalla spiaggia per chilometri e diventa possibile addentrarsi in ció che poco prima era coperto da onde blu. Ma presenta anche altre particolarità, questa NORDSEE, come viene chiamato in tedesco questo mare. Ad esempio le sue particolari isole. La Germania ne ha 74 in tutto, tra i suoi due mari. 


Nel mare del nord, oltre al particolare atollo formato dalle isole frisoniche, troviamo alcuni gioielli tra cui l'isola di Helgoland. Helgoland é un isola rocciosa, di colore rosso intenso, situata in alto mare, ai confini delle acque territoriali tedesche. l'isola é raggiungibile con traghetti quotidiani da Amburgo e Cuxhaven. 

Un altra isola dal fascino veramente particolare é SYLT. L'isola di Sylt viene definita la Capri di Germania. Molti personaggi importanti a livello internazionale vi si rifugiano di anno in anno. Le sue spiagge sono bianche e non esposte alle maree tipiche del mare del nord. In questo modo Sylt, come anche altre isolette circostanti come ad esempio Amrum, rappresentano il luogo ideale per godersi un feeling marittimo del tutto simile a quello che si puó trovare in mari piú turistici.
La costa dell'isola di SYLT con uno dei tanti fari caratteristici per le isole tedesche


 





Le maree generano un tale cambiamento del livello del mare che esistono, in alcune zone del mare, isolotti che ospitano una sola casa. Di solito si tratta di fattorie di contadini, i quali, una volta abbassatasi la marea, possono lasciare l'isola. Questi isolotti si chiamano Halligen e sono sicuramente una delle attrazioni piú affascinanti di questo mare germanico.





 




Quando la tempesta blocca i contadini sulle loro isole-fattoria, essi devono essere preparati ed autosufficienti in tutti i sensi, anche se al giorno d'oggi, con l'aiuto di elicotteri ed altre tecnologie innovative, possono essere soccorsi con rapiditá ed efficacia in caso di emergenza.







IL MAR BALTICO
(OSTSEE)


Il molo della cittá di Sellin (Rügen) con ristorante e bar





 Il mar baltico tedesco, dai confini con la Danimarca nello Schleswig-Holstein, sino all'isola di Usedom, sorella minore di Rügen, rappresenta la parte piú romantica dei mari tedeschi. Scogliere bianche sovrastano la distesa blu, solitamente nemmeno troppo movimentata. Impossibili da non nominare il Königsstuhl (trono del re) e Kap Arkona, entrambe localitá dal fascino unico , sull'isola di Rügen. Il Königsstuhl ha fatto da scenario giá all'artista Caspar David Friedrich, ed é anche per questo un luogo veramente magico. 
                  
                                 

Kap Arkona invece é il "capo nord" dell'isola ed offre la possibilitá di visitare il suo antico faro, non ché di passeggiare sotto l'altissima scogliera fino al paesino di pescatori denominato VITT, realmente imperdibile. 

Kap Arkona
                   
 Il paesino di Vitt, inquanto villaggio antico di pescatori di aringhe, acquisisce particolare fascino qualora ci si addentri nella sua piccola locanda, dove accanto ad una birra scura locale si possono gustare le specialitá locali a base di pesce.

Vitt
 

Per chi invece preferisse l'ambiente piú cittadino, simile al litorale adriatico in Italia, il mar baltico offre una serie di opportunitá di villeggiatura, per esempio a Warnemünde, nelle strette vicinanze dalla cittá di Rostock. Caratteristico é il suo Hotel Neptun, costruito in era comunista sotto il regime di Erich Honecker. Questo Hotel era nell'immaginario comune dell'abitante della DDR, il luogo che rappresentava le vacanze estive al mare. Un po come in Italia sono famosi i vari "Hotel Miramare" ecc... per evocare un certo feeling da litorale anni 60... 

Warnemünde presenta inoltre anche altre attrazioni. Ad esempio il particolare faro verde che delimita il canale di uscita dal porto di Rostock, oppure il caratteristico canale "alter Strom", dove caratteristiche barche sono ancorate in fila indiana e permettono passeggiate serali, tra uno spuntino ed una birra, sicuramente indimenticabili.



"Alter Strom"


                              
 Insomma, non é possibile presentare tutti i 2.400 chilometri che bagnano la germania di acqua salata in un semplice articolo. pertanto il consiglio é e rimane : Visitate la Germania ed il suo mare ! Sarete certamente stupiti della sua bellezza e sconvolti dalla gentilezza dei suoi abitanti. Dal pescatore al cameriere nell'Hotel a 5 stelle, infatti, incontrerete sempre una grande cordialitá ed una sincera e fraterna ostpitalitá.

                
                               Buon viaggio allora... o meglio GUTE REISE !